Sindrome da disfunzione cognitiva del cane anziano

La prospettiva di vita dei cani è sicuramente molto più lunga rispetto a quella dei loro antenati, che passavano la maggior parte del tempo in cortile a fare la guardia, ad andare a caccia o a svolgere altre mansioni utili all’uomo

L’età media dei cani si è innalzata grazie a una migliore alimentazione, a una più efficace attenzione nel tutelare la loro salute, ricorrendo più spesso al veterinario e prevenendo più correttamente le malattie.

L’avanzare dell’età comporta ovviamente l’invecchiamento fisiologico dei diversi organi, compreso il sistema nervoso centrale, per questo i nostri compagni di vita sperimentano anche cambiamenti cognitivi mentre invecchiano, proprio come noi.

Contestualmente aumenta nei cani la probabilità di insorgenza di patologie organiche, simili a quelle riscontrate anche in medicina umana, per cui abbiamo un incremento delle casistiche di tumori, problemi artrosici, declino patologico degli organi e degenerazione neuropatologica.

Le modificazioni cognitive patologiche osservate nei cani sono simili alle demenze dell’uomo (come ad esempio la malattia di Alzheimer) sia nella fisiopatologia che nella manifestazione. 

Nei cani tale patologia prende il nome di sindrome da disfunzione cognitiva (CDS). 

I sintomi associati alla CDS, in particolare negli stadi iniziali, possono essere scambiati dal proprietario come atteggiamenti normali in quanto sono percepiti come aspetti fisiologici del processo di invecchiamento e spesso non vengono nemmeno menzionati al veterinario clinico.

Ci sono numerosi cambiamenti che si verificano nel cervello a causa dell’invecchiamento.

Come ad esempio: atrofia cellulare, diminuzione del numero di neuroni, microemorragie, fibrosi della parete dei vasi, diminuita ossigenazione del tessuto nervoso.

La CDS attualmente viene diagnosticata solo dopo avere escluso altre patologie organiche o comportamentali con sintomatologia analoga. 

Sindrome da disfunzione cognitiva del cane anziano

Sindrome da disfunzione cognitiva del cane anziano

Vediamo insieme quali sono i sintomi più comuni associati a questa patologia:

  • Disorientamento: il cane comincia a camminare dando l’impressione di non sapere dove andare, si posiziona dalla parte sbagliata della porta quando chiede di uscire, entra in un angolo e poi non è più in grado di girarsi, vaga senza meta per la casa.
  • Cambiamenti nelle interazioni sociali: in alcuni casi anche il rapporto con il proprio gruppo familiare o con i “cani amici” si modifica. Può insorgere aggressività, apatia, indifferenza nelle relazioni.
  • Cambiamenti nel ciclo sonno/veglia: il cane può dormire tanto di giorno e rimanere sveglio tutta la notte, camminare incessantemente durante la veglia, a volte vocalizzare e ansimare.
  • Eliminazioni in casa: il cane può ricominciare a sporcare in casa proprio come faceva da cucciolo
  • Ansia: è un sintomo comune nel CDS. Spesso si manifesta con fobie ai rumori, ansia da separazione o aggressività legata alla paura.

La sindrome da disfunzione cognitiva è una patologia che purtroppo non può essere risolta.

L’obiettivo del veterinario è quello di migliorare il benessere dell’animale, supportare la funzione cognitiva e alleviare l’ansia, al fine di rallentare la progressione della malattia. 

È estremamente importante che i proprietari imparino a riconoscere precocemente i sintomi legati al CDS e a non interpretarli come “normali”, ciò consente un intervento precoce che, sebbene non curativo, permette di migliorare la qualità e la longevità del loro vecchietto.

Anna Rita Soncin

Dott.ssa Anna Rita Soncin Medico Veterinario Master in medicina comportamentale Esperto in comportamento animale FNOVI e in interventi assistiti con gli animali. Educatore e Istruttore cinofilo FICSS Operatore di zooantropologia didattica Autrice di Dogsportal.it per la rubrica dedicata al comportamento del cane: " Dalla parte del cane: comportamento, curiosità, aneddoti sul nostro amico a 4 zampe"

Anna Rita Soncin
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