Il professore veneto e il suo Australian Shepherd a piedi fino a Instanbul.

Un cane in strada (per non parlare dell’uomo)

“Ciao Yle, come va? C’è un signore che deve fare 2000km fino ad Istanbul in Turchia, con il cane. Cerca consigli. Cosa facciamo?”

Ancora prima di vederlo e conoscerlo ero già affascinata solo all’idea dell’avventura, solo all’idea di poterla pensare un’impresa del genere. Le mie esperienze però non si sono mai spinte così lontano, ma la curiosità di conoscere e parlare con la persona che ha partorito questa folle impresa era immensa.

“Chiamalo, fissa un appuntamento. Ci parlo io”

Era un pomeriggio caldo di metà maggio, e da un Pandino scende un signore di mezza età, ben vestito, capelli argentei e dal fare colto. Una di quelle persone che capisci ancor prima di sentirlo parlare che ha qualcosa da dire, qualcosa da passare. Con lui scende Poldo, il “Bravo Cane”, come lo definisce lui, Australian Shepherd tricolor, iperattivo e felice.

Da qui inizia l’avventura di Pierpaolo Faggi, classe 1949, professore di Geografia Umana all’Università di Padova e in altri Atenei italiani e stranieri, che da qualche anno si dedica a “camminare”.

Paolo, si capisce subito, è una persona semplice, legata alla “nostra terra” alle “nostre tradizioni”, quelle Venete, un professore “umile”, aperto “all’imparare”, anche se in questo caso il campo di applicazione esce dai suoi schemi.

Il tempo è poco, partirà ad agosto, e le cose da snocciolare con Paolo e Poldo sono molte. Lui lo sa, e ci ride sopra, io lo so e mi preoccupo.

I nostri incontri settimanali iniziano leggeri: non sono le classiche lezioni di educazione del cane, sono più che altro confronti su ciò che potrà incontrare e vivere insieme a Poldo in quei 2000 km, cercando di capire quali saranno le sue necessità giornaliere nei confronti di Poldo e veicolandole in esercizi sui quali può lavorare fin da subito.

La durata degli incontri sfora immancabilmente ogni volta: da un’ora prefissata, ci troviamo a perderci in mille altri discorsi sui cani, sulla geografia, sul dialetto veneto, sul vivere. Io apprendo da lui interessanti nozioni e l’esperienza di una vita passata a insegnare e camminare, lui apprende da me il modo corretto per comunicare con Poldo e la capacità di “leggere” il suo cane per capirlo.

Poldo, il “Bravo Cane”, parla dialetto Veneto: ad uno dei nostri primi incontri mentre cercavo di spiegare come funziona l’apprendimento del cane, al momento di fissare il comando di un semplice “seduto”, sento Paolo dire a Poldo

“Sentà” (seduto in dialetto Veneto).

Rido.

Poldo si siede.

Col tempo scopro che Paolo cammina e scrive, diciamo che “cammina per scrivere”, scopro che l’idea di questa avventura è nata per rievocare un’esperienza che ha fatto da giovane, e questa volta ci vuole provare con Poldo. Scopro che i suoi viaggi, sono modi per analizzare il territorio, capirne i cambiamenti in relazione allo sviluppo economico e umano, che su queste meravigliose storie, poi ci scrive dei libri.

Camminare, secondo la sua visione, ci permette di conoscere il mondo, di tornare alla concretezza della materia nei confronti di un mondo che si sta smaterializzando sotto i nostri occhi. La fatica e il sudore del cammino ci rendono umili difronte al mondo stesso, ma allo stesso tempo presuntuosi perché attraverso noi stessi misuriamo ciò che ci circonda, in prima persona, senza filtri alcuni.

L’entusiasmo, l’interesse per l’apprendere e lo scoprire, l’umiltà nell’imparare e la fiducia che ripone nelle mie capacità, mi stupisce e mi porta a pensare che non abbia l’età che dichiarano le biografie in testa ai suoi libri. Sono io, che nella sua impresa, vedo problemi e difficoltà, glieli propongo preoccupata e assieme, sempre, troviamo una soluzione.

Il meteo si sa, è nemico delle attività che si svolgono all’aperto: quando piove e chiedi ai clienti di far lezione comunque, loro, giustamente storcono il naso. Personalmente lavorare sotto la pioggia col cane è una cosa che adoro, ma non tutti sono della mia idea. Paolo sì.

Credo fosse stato un pomeriggio di fine giugno, quando iniziata la lezione, comincia un temporale, uno di quelli estivi, carico di acqua. Inizia a piovere, io, Paolo e Poldo, non ce ne rendiamo nemmeno conto, e tra un esercizio ed un discorso mi ritrovo dopo un’ora a guardare Paolo completamente fradicio:

“Scusa Paolo, non me ne sono resa conto e abbiamo fatto lezione sotto la pioggia, forse non era il caso…” dico io.

“Credo camminerò spesso sotto la pioggia, mi ci devo abituare” è la sua risposta ridendo.

L’adattabilità e la capacità di trovare del positivo anche nelle situazioni meno comode, mi stupisce sempre. Paolo è così, Poldo non si tira indietro.

Paolo e Poldo sono partiti il 26 agosto dal Veneto e raggiungeranno la meta senza fretta, camminando, zaino in spalla e voglia di scoprire alla mano.

Divideranno il viaggio in 2 parti, una prima parte fino a Belgrado e una seconda fino alla meta finale, per sopperire a degli impegni improrogabili. Non è un viaggio per arrivare, è un viaggio per camminare, vivere e scoprire, per assaporare i passi insieme e scoprire per scoprirsi.

È possibile seguire il loro viaggio su Strava, Facebook e Instagram: aggiornamenti quasi quotidiani sulle loro avventure, sui loro incontri e sulla realtà del territorio, un modo divertente e interessante per imparare cose nuove sulle parole degli altri. Paolo è un professore, non dimentichiamocelo.

La strada la decide GoogleMaps con l’opzione “a piedi” come Paolo ci spiega in un post:

“A proposito del percorso: potrei dire che ho voluto ricalcare in parte la via Annia, toccare qualche intersezione tra questa e la Postumia, persino percorrere verso Trieste parti della Napoleonica. 
No: la strada l’ha decisa Google Maps con l’opzione “A piedi”, indicando il percorso più breve tra Lido e Trieste. Un’opzione che mi ha portato a percorrere anche stradine anonime e improbabili di quartieri suburbani, alla ricerca continua della corda fra i ponti più meridionali dei numerosi fiumi attraversati, ma una corda compatibile con la mappa della rete viaria memorizzata dal bigbrader.
In altre parole, Google Maps disegna anche la nostra “ortodromica di terra”!”

Noi di Dogsportal.it seguiremo quest’avventura con un blog e degli articoli.

Buon viaggio Paolo e Poldo.

Instagram – @Pierpaolofaggi

Facebook – Pierpaolo Faggi

Strava – Pierpaolo Faggi

Ylenia Zampieron

Amante della montagna

Istruttore Cinofilo FCC

Responsabile Progetto Mountain Dog Walk

Borgocinofilo Mikamale


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Ylenia Zampieron Borgocinofilo Mikamale ASD Istruttore Cinofilo Responsabile progetto MdogW

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