Nina cagnolina maltrattata e poi restituita: “Serve il daspo cinofilo, ora”
Rizzetto (FdI) interroga il ministro Nordio. Verzola (Nichelino): “Serve il daspo cinofilo nazionale, subito”
Restituita ai suoi aguzzini. È questa la sorte toccata a Nina, una giovane cagnolina sequestrata a dicembre 2024 nel comune di Cormons (Gorizia) insieme ad altri due cani, in condizioni fisiche gravemente compromesse: denutrita, senza microchip, legata a catena. Maltrattata.
Dopo il sequestro, Nina era stata affidata a una coppia che, nell’attesa della definizione giudiziaria, l’aveva accolta con amore e competenza, garantendole cure veterinarie, passeggiate e una vita finalmente dignitosa. A fine luglio 2025, però, la doccia fredda: nonostante le relazioni veterinarie, l’assenza di documenti e un’ordinanza comunale che vietava ai precedenti detentori di avere animali per due anni, un giudice ha disposto la restituzione dell’animale a chi l’aveva ridotta pelle e ossa.
Il caso, reso pubblico sui social dagli affidatari e rilanciato dalla stampa nazionale, è arrivato oggi in Parlamento. L’onorevole Walter Rizzetto (Fratelli d’Italia), presidente della Commissione Lavoro alla Camera, ha presentato un’interrogazione al ministro della Giustizia Carlo Nordio per fare luce sull’accaduto. “È inaccettabile – ha dichiarato – che un animale sequestrato per maltrattamenti venga restituito a chi lo ha fatto soffrire. Bisogna evitare che si ripetano decisioni simili”.

Un problema sistemico per noi di Dogsportal.it
Per i lettori di Dogsportal.it, questo non è un episodio isolato. Si tratta di un problema diffuso, che riguarda tutto il territorio nazionale. Le falle nella gestione degli animali sequestrati sono ben note: assenza di protocolli uniformi, contraddizioni tra autorità giudiziarie e amministrazioni locali, mancanza di una rete strutturata tra polizie locali, veterinari e servizi sociali.
Ma soprattutto, manca uno strumento chiaro e attuabile per impedire che chi ha già maltrattato un animale possa continuare ad averne.
La proposta del daspo cinofilo
Da anni, insieme al progetto Nichelino Bestiale, Dogsportal.it racconta e sostiene la necessità di introdurre a livello nazionale un daspo cinofilo: un provvedimento che interdica chi ha commesso reati contro gli animali dalla possibilità di detenerli, adottarli o acquistarli.
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Fiodor Verzola, assessore alle politiche animaliste del Comune di Nichelino e promotore del primo daspo cinofilo in Italia, commenta con amarezza il caso Nina: “È gravissimo. Ma purtroppo non sorprende. Senza strumenti normativi e operativi adeguati, continueremo ad assistere a episodi come questo. Serve un daspo cinofilo nazionale, con coraggio e mezzi per applicarlo. E serve una polizia locale formata e pronta a intervenire”.
Il daspo cinofilo è oggi realtà in diversi comuni della cintura torinese – da Nichelino a Collegno, fino alla città di Torino – ma il suo valore più importante sarebbe a livello statale.
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E quella promessa in fiera?
Lo scorso maggio, durante Zoomark a Bologna, un senatore leghista aveva dichiarato pubblicamente di voler portare il daspo cinofilo in Parlamento. Una “presa di proprietà intellettuale” dell’idea che, tuttavia, a oggi non ha avuto seguito.
Verzola, che ne è l’ideatore, non nasconde la sua frustrazione: “Il daspo non è solo una sanzione. È un dispositivo culturale, preventivo, educativo. Chi maltratta gli animali non può essere semplicemente punito: va fermato prima. E va fermato per sempre”.
Un appello alla politica
Per noi di Dogsportal.it, la storia di Nina è la conferma che l’attuale sistema non basta. Restituire un cane sequestrato a chi l’ha maltrattato è un fallimento delle istituzioni.
Oggi chiediamo alla politica di ascoltare chi da anni lavora sul campo. E di rendere il daspo cinofilo una norma nazionale. Non c’è più tempo da perdere.
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