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Aree cani di Torino terra contaminata, ferri arrugginiti e materiali pericolosi. Una manutenzione che mette a rischio animali e persone

Le aree cani hanno una funzione semplice e fondamentale: offrire uno spazio sicuro dove i cani possano correre, muoversi e interagire, mentre i proprietari gestiscono il proprio animale con responsabilità. Perché questo accada, la manutenzione è essenziale — e deve essere fatta bene.

Controllare lo stato delle reti, verificare la sicurezza delle strutture, intervenire quando si formano buche o irregolarità nel terreno: sono operazioni ordinarie, necessarie, non discrezionali. Tra gli interventi più comuni c’è proprio la copertura delle buche che si creano nel tempo.

Va detto con chiarezza: nella maggior parte dei casi quelle buche le scavano i cani. Ed è altrettanto vero che spesso il problema nasce da una gestione poco attenta da parte dei proprietari. L’area cani non è uno spazio dove restare immobili mentre il proprio cane scava per mezz’ora indisturbato. È uno spazio di sgambamento: il cane entra, si muove, interagisce, gioca, poi lascia spazio ad altri. Una presenza più attiva da parte dei proprietari eviterebbe molti degli interventi di ripristino che poi si rendono necessari.

Leggi anche: Quando l’area cani diventa un “campeggio”: riflessioni su un uso privatistico degli spazi pubblici

Detto questo, nulla di tutto ciò giustifica quello che sta accadendo in questi giorni in alcune aree cani di Torino nel parco Colletta, circoscrizione 7, ma ora la domanda è lecita, in tutte le altre?


Terra non controllata, materiali pericolosi

Secondo quanto riportato da un dettagliato articolo di La Voce (giornalelavoce.it) e confermato dalla segnalazione diretta di una nostra lettrice che vive nelle immediate vicinanze, i lavori di manutenzione effettuati di recente avrebbero prodotto una situazione concretamente pericolosa. La ditta incaricata di riempire le buche avrebbe utilizzato terra non controllata, contenente materiali ad alto rischio per animali e persone.

A raccontarlo è direttamente la nostra lettrice:

“Siamo fortunati ad avere vicino casa tre aree di notevoli dimensioni, dove poter far sgambare i cani in sicurezza. Una settimana fa purtroppo, dopo che una ditta ha provveduto a riempire le buche con terra — evidentemente non controllata — piena di ferri arrugginiti, cocci di vetro, siringhe, aghi e boccette di medicinali, tutte e tre le aree non sono più sicure.”

La situazione sarebbe diventata evidente in pochissimo tempo:

“Un cane si è già tagliato e i proprietari non sono più tranquilli. Ogni giorno continuiamo a raccogliere detriti pericolosi.”


La responsabilità scaricata sui frequentatori

Ma l’aspetto più grave, secondo chi frequenta quotidianamente l’area, non è nemmeno la terra contaminata in sé. È quello che è successo dopo:

“Noi continuiamo a togliere porcheria e fare foto. La cosa grave, oltre ad aver messo terra pericolosa, è che abbiano scaricato la responsabilità sui frequentatori.”

E c’è un dettaglio che rende difficile sostenere qualsiasi altra versione dei fatti:

“Abbiamo iniziato a trovare rifiuti pericolosi solo due ore dopo che la ditta aveva provveduto a riempire le buche.”

Una tempistica che parla da sola.


Il punto di vista di Dogsportal

Le aree cani sono spazi pubblici frequentati ogni giorno da decine di animali e persone. È giusto ricordare che anche i frequentatori devono fare la loro parte: gestire i cani, evitare scavi prolungati, rispettare lo spazio comune. Su questo non ci sottraiamo.

Ma quando nella terra compaiono vetri, ferri arrugginiti, siringhe e aghi — e compaiono a distanza di ore dall’intervento di una ditta — il problema non è più la buca scavata da un cane. Utilizzare materiali non verificati, potenzialmente contaminati da rifiuti taglienti o sanitari, non è una manutenzione approssimativa: è un rischio concreto e inaccettabile per la sicurezza. E scaricare la responsabilità su chi quell’area la usa ogni giorno, pulendola con le proprie mani, è la parte più grave di tutta la vicenda.

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Rocco Voto

Rocco Voto è fondatore ed editore di Dogsportal.it. Educatore cinofilo e consulente di comunicazione nel settore Pet, si occupa di divulgazione scientifica e cultura cinofila. Promuove un approccio basato su etica, competenza e benessere animale, per offrire un'informazione utile e lontana da mode passeggere.

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