Comportamenti del cane, accettazione pubblica e ruolo del proprietario. La consapevolezza di una scelta

Scrivere in merito a certi accadimenti fa sempre male e ci si accorge sempre più, quanto poco spazio occupi la razionalità e la consapevolezza riguardo alle razze di cani che ci siamo scelti come compagni di vita. 

Dietro ad ogni vicenda c’è sempre qualcosa che come terze persone non potremo mai sapere, e questo dovrebbe essere preso in considerazione tutte le volte che si traggono conclusioni e si commentano accadimenti dalla semplice lettura di una testata giornalistica.

A distanza di poco tempo è accaduto un nuovo caso, un cane appartenente ai terrier di tipo bull, viene ucciso per mano di una persona che deteneva un’arma, in questo caso una pistola di ordinanza. 

Dietro a questi cani ma come anche ad altri, spesso molossi, aleggia un clima di astio, terrore, ignoranza ( non conoscenza) che a volte sfocia in vera e propria rabbia e violenza.

AMSTAFF
AMERICAN STAFFORDSHIRE TERRIER

Il motivo della non tolleranza da parte di alcune persone, è legato talvolta al fatto che questi cani non vengono gestiti correttamente; spesso sono oggetto di interesse da parte di profili di persone che non scelgono il soggetto per quale è, ma per l’aspetto e le potenzialità che possiede, e quindi dietro a questi cani vi è un loop di “ignoranza – etichetta” che alimenta un impatto mediatico già negativo, costantemente foraggiato da tutto ciò che vi gravita intorno: detenzioni illegali, utilizzo come “front dog” ai fini di attività criminali, utilizzo per combattimenti.

La vicenda accaduta tempo fa, pare sia stata determinata dalla fuga dei cani dal loro contesto abitativo (https://www.ansa.it/emiliaromagna/notizie/2021/12/05/spara-a-un-cane-dopo-unaggressione-poliziotto-indagato_07e9689d-9f94-4f41-92f6-2b54d3d6285e.html).

Per una serie di eventi è successo ciò che non doveva succedere; da un punto di vista legale si parla di “omessa custodia” per la quale il proprietario può andare incontro ad una sanzione amministrativa o ad un reato che può divenire penale, se il cane mette in pericolo qualcuno, provoca un incidente, morde una persona o un altro animale o danneggia beni altrui (https://www.iusinitinere.it/responsabilita-penale-del-padrone-per-omessa-custodia-degli-animali-24099).

Detto questo, chi possiede determinati cani dovrà avere molta più attenzione sia per rispetto della razza stessa che dei singoli soggetti, diversamente saranno sempre protagonisti e vittime allo stesso tempo di fatti di cronaca che avranno un eco sempre maggiore. 

Spiegare alla persona che ha perso il proprio amico per bocca di questi cani sicuramente è doloroso e difficile, ma l’altra faccia della medaglia di questa tragica storia ma come di altre che spesso leggiamo, è che qualcuno solo perché in possesso di un’arma possa decidere di utilizzarla senza attenersi ai protocolli vigenti per l’accalappiamento e/o messa in sicurezza. 

Più volte è stato detto che determinate razze hanno le potenzialità per un’alta aggressività intraspecifica, nonostante si debba però calarle sul soggetto che abbiamo di fronte.

Fino a quando non si rispetterà la razza per come è (e ciò implica l’accettazione dei pro ed i contro) non ci sarà mai un’accettazione completa in un contesto che non è più così a misura di cane, tanto meno a misura di Terrier di Tipo Bull e molossi, anche per il livello di irresponsabilità dilagante da parte di chi li detiene.  

Chi metterà la testa sotto la sabbia, non accettando il loro passato non investendo nel loro futuro, non sta facendo vivere loro, il presente che gli spetta.

Per portare un esempio, American Staffordshire Terrier e Rottweiler o comunque razza prevalente (perché spesso si parla di cani senza pedigree), sono aumentati nelle case degli italiani, mentre nelle statistiche delle preferenze non sono sempre presenti, perché?

Perché la maggior parte vengono adottati ed acquistati da cucciolate casalinghe e quindi bypassano le statistiche. 

Le razze sopra menzionate, purtroppo sono spesso nell’occhio della cronaca, e ciò che si può notare è che quest’anno gli accoppiamenti registrati per entrambe sono stati 96 e 112, rispettivamente.

Quindi se queste sono quelle registrate, altrettante potranno essere quelle che non lo sono e ciò farà si che questi cani diventino sempre più popolari, ma meno controllati da un punto di vista genetico, comportamentale e del contesto familiare in cui sono inseriti. 

E se questi cani sono maggiormente all’interno delle nostre famiglie è nostro dovere tutelarli.

ROTTWEILER

Come farlo?

Smettere di credere nei luoghi comuni informandosi e prendendosi la responsabilità per il bene sia della società che della razza che abbiamo selezionato. 

Fino a quado le attitudini, predisposizioni delle razze non verranno conosciute davvero e trasmesse da parte di chi le alleva e da chi le fa adottare, le vicende che accadranno saranno sempre dolorose e dietro a tutto ciò, si evidenzia per l’ennesima volta un antropocentrismo imperante, fatto di mero appagamento della persona senza la minima tutela per l’ ”animalità“ che ci sta a fianco. 

Quali saranno gli effetti di tutto ciò?

Si potrà arrivare a proposte insensate di divieti di detenzione per alcune razze, come già presenti in alcuni stati europei ed extra europei.

Comportamenti del cane, accettazione pubblica e ruolo del proprietario

Come noto e anche ribadito in un recente studio di Mikkola et al (2021) il comportamento aggressivo è un problema indesiderato e serio nei cani che vivono con l’uomo e che influenza negativamente il benessere, la gestione e l’accettazione pubblica del cane.

Ciò che è stato visto è che diversi fattori concorrono all’aumento della probabilità di comportamenti aggressivi rivolti sia a persone che a cani.

Una nota fondamentale che si evince da questo studio è che il migliorare l’educazione del proprietario e le pratiche di allevamento potrebbe alleviare il manifestarsi di comportamenti aggressivi. Duffy et al (2008) ritiene che ci siano consistenti differenze tra le razze canine nella prevalenza e nella gravità dell’aggressione rivolta verso target differenti (umani e cani, familiari e sconosciuti).

I tassi più alti di aggressione rivolte all’uomo sono stati trovati in razze più piccole, nelle quali il comportamento di aggressione è presumibilmente più facile da tollerare, confermato anche da studi più recenti di Mikkola et al (2021).

American Pitbull Terrier

Come sappiamo, il comportamento aggressivo è determinato da una componente genetica, sebbene siano sostanziali all’interno della razza altri fattori, quali ambientali e di sviluppo, che svolgono un ruolo fondamentale molto spesso acquisendo un peso maggiore della genetica stessa (Zapata et al, 2016). Nello studio di Duffy et al (2008) 8 razze hanno ottenuto gli stessi valori statistici per aggressioni rivolte ad estranei, cani, proprietari, mentre Akita e American Pitbull Terriers hanno avuti alti valori di aggressioni verso i cani, bassotti e chihuahua hanno mostrato livelli di aggressione simili sia nei confronti di cani che umani.  

Ciò che emerge da alcuni di questi studi è che l’educazione del proprietario svolge un ruolo fondamentale, variabile che purtroppo fino ad oggi è stata sempre lasciata in secondo piano anche a discapito dei cani protagonisti di comportamenti aggressivi.  

Una delle motivazioni per l’entrata in canile di determinate razze o razza prevalente è anche la manifestazione di un comportamento aggressivo rivolto a persone e/o cani (spesso determinato da una cattiva gestione), situazioni di maltrattamento, rinunce di proprietà per difficoltà di gestione (spesso per inadeguatezza del proprietario).

Ciò che voglio sottolineare è che davvero pochi sono i cani in canile appartenenti a queste razze provvisti di pedigree. Quindi ci siamo già risposti da soli. 

Dovrebbero esserci solo pochi allevatori per ogni razza sul territorio nazionale, atti solo a preservare la stessa, controllando e limitandone le nascite. 

Controlli a tappeto da parte delle forze dell’ordine dei cani non registrati all’anagrafe, sterilizzazioni e segnalazioni di cucciolate casalinghe, dove sappiamo non si può aver il controllo sul “background genetico” e comportamentale. 

Non ultimo il divieto di detenzione da parte di persone che abbiano già avuto precedenti penali e siano già state segnalate per maltrattamento animale, questo obiettivo è uno dei tanti definiti nel progetto maltrattamento e/o abuso di razza LINK-ITALIA


Fonti ed Approfondimenti 

https://www.ansa.it/emiliaromagna/notizie/2021/12/05/spara-a-un-cane-dopo-unaggressione-poliziotto-indagato_07e9689d-9f94-4f41-92f6-2b54d3d6285e.html

Duffy, DL et al. Breed differences in canine aggression. Applied animal behaviour science, 114, 441-460 (2008)

Mikkola, S et al. Aggressive behaviour is affected by demographic, environmental and behavioural factors in purebred dogs. Scientific Reports 11, 9433 (2021) 

Zapata et al. Genetic mapping of canine fear and aggression BMC Genomics 17, 572 (2016) 

Accoppiamenti recenti anno 2021 American Staffordshire Terrier (Fonte ENCI)

Accoppiamenti recenti anno 2021 Rottweiler (Fonte ENCI)

Irene M. Nanni

Biologa e rieducatrice comportamentale del cane, si occupa di formazione ed informazione delle razze e loro impatto mediatico. Membro commissione Cinofilia, Nutrizione e Benessere Animale dell’Ordine Nazionale dei Biologi. Referente progetto LINK- maltrattamento e/o abuso di razza. 

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