Direttamente da Guastalla (RE), a tu per tu con il Lupino del Gigante!

Razze rare, razze strane, razze non riconosciute dalla cinofilia ufficiale: una delle mie grandi passioni, direi, quando si tratta di fare ricerche in campo cinofilo.

E dite forse che sia necessario andare tanto lontano intorno al mondo, per trovare cani del genere?

Beh, io direi proprio di no: oggi infatti, per iniziare in bellezza i nostri viaggi cinofili, vi presento un quasi-sconosciuto a quattro zampe, che è tutto meno che esotico.

Si tratta del Lupino del Gigante, o Luvin, cane da pastore tipico dell’Appennino reggiano: non mi meraviglio, se mi dite che in molti non l’avete sentito nemmeno nominare! Inutile dire che, purtroppo, è una razza molto rara e in via d’estinzione.

E allora, dove sono andato a cacciarmi io, per incontrarli così da vicino, questi Lupini?

Direi che me la sono presa fin troppo comoda, almeno per stavolta, perché mi è bastato visitare la Fiera di Guastalla (Reggio Emilia) dedicata alle piante e agli animali domestici “dimenticati”: è proprio qui infatti che ho avuto anche l’onore di “intervistare” di persona Cristian Ielli, presidente della Associazione Cane Lupino del Gigante.

Dal 1997, insieme ad altri cinofili della zona, si dedica con impegno e passione a ricostruire e salvare questa nostra razza italiana: un impegno davvero ammirevole, visto pure che si tratta di un’associazione di volontariato!

Tornando ora proprio ai cani, a Guastalla ho conosciuto ben quattro soggetti: non è poco, visto che si tratta di una razza in pericolo, tra l’altro più o meno isolata presso gli ormai pochi pastori e allevatori dell’Appennino. Tre di questi ve li presento anche in fotografia, ma per il resto, le mie scoperte sulla razza si limiteranno ai paragrafi piuttosto riassuntivi che seguono.

Sotto il profilo fisico, il Lupino del Gigante è suddiviso in tre diverse taglie a seconda del suo impiego: conduzione di ovini e caprini per la taglia piccola (40-50 cm al garrese circa) e la taglia media (50-60 cm circa), mentre guardia e conduzione di bovini ed equini per la taglia grande (dai 60 cm in poi). Nella prima e nella terza foto, due femmine di taglia media; nella seconda foto invece, un maschio di taglia grande.

Esiste poi una varietà morfologica detta “Testapesa” (“testa pesante”), che è ancor più rara ed è adibita sia alla protezione delle fattorie che degli armenti, data anche la probabile, antica immissione di sangue di pastore guardiano: è un cane di grande taglia, che nonostante conservi il tipo lupoide, non raramente raggiunge i 50 kg!

Purtroppo, non ne ho incontrati… di persona.

Anche in quanto a mantelli tipici questa razza è unica e ricca di varietà, e credo che al proposito basti guardare le foto dei soggetti che ho appena conosciuto. E come le taglie, allo stesso modo le varietà di tessitura del pelo sono tre: ci sono Lupini a pelo corto (come la prima femmina in fotografia), a pelo lungo (come gli altri due soggetti ritratti) e a pelo riccio, talvolta con tanto di barbe (varietà questa, estremamente rara, che non ho avuto modo di conoscere dal vivo).

Un po’ di STORIA

Storicamente parlando, questo cane è un pastore primitivo, come pochi ancora se ne sono conservati in giro per l’Europa: condivide la propria origine con i cani lupoidi conduttori non solo del resto dell’Italia – dei quali però ha conservato al meglio il tipo ancestrale, come confermato da analisi genetiche a cura dell’Università di Bologna – ma anche di Paesi come il Belgio e la Germania, quindi nientemeno che con i progenitori dei moderni Pastori belgi e del Pastore tedesco.

Carattere

Per sua indole naturale il Luvin è attivo, ricettivo, ma come ogni cane “vecchio stile”, anche sufficientemente schivo e indipendente, specie verso chi conosce poco. Eclettico non meno dei lupoidi più fortunati nel panorama cinofilo italiano e mondiale, lo si può impiegare ancora come cane da pastore, ma anche come compagno di casa o guardiano della proprietà, e ancor meglio come cane sportivo e da utilità civile e sociale, grazie alla grande dinamicità e docilità: insomma, questo è proprio un cane che non merita certo di estinguersi!

Anche se forse la strada verso il riconoscimento della razza da parte della cinofila ufficiale potrebbe essere ancora lunga e tortuosa, a mio modesto avviso non la vedo assolutamente impossibile. C’è chi dice che sono solo “meticci”, perché sono all’apparenza cani disomogenei…

ma chi ha detto che tutti i cani debbano essere “fatti con lo stampino” come ormai fin troppe razze da show?

Questi cani sono stati plasmati dal loro lavoro e ambiente di vita, in vista di una perfetta morfologia funzionale. E poi, dove sarebbe tutta questa disomogeneità? Sono ammessi praticamente tutti i colori – è vero – ed esistono tre taglie e pure tre principali varietà di pelo… ma non mi pare né la prima né l’ultima razza a poter essere riconosciuta tenendo conto di queste variabili! Per il resto, è un autentico lupoide conduttore.

Insomma, per farla breve: il Lupino del Gigante è un cane che mi ha proprio affascinato.

Merita davvero più attenzione, la stessa attenzione che auguro venga riservata a chi si sta occupando di farlo conoscere alla gente – sperando solo che non divenga mai di moda! – con tale entusiasmo e semplicità, come quest’anno a Guastalla.

Mattia Ceruti

Mattia Ceruti

Nato a Monza il 6 gennaio 1997, il mondo animale (dalla zoologia all'etologia, fino alla zootecnia, e alla cinofilia in particolare) è la mia massima passione fin dai tempi del passeggino. In barba alla spasticità che affligge le mie gambe, cammino, cammino e ancora cammino. E quando sto fermo, scrivo, scrivo e ancora scrivo, meglio se a proposito di animali misteriosi e sconosciuti, cani ampiamente inclusi. Sempre che non ci sia qualche animale da osservare dal vivo, o libro interessante da leggere, o bel soggetto da fotografare o ritrarre! Non brillando certo per socievolezza e mondanità, il mio migliore amico è ovviamente il mio - ormai vecchio - cane Clint: bestiaccia indocile da sempre, è però anche grazie a lui che sono diventato il cinofilo che sono ora, e che posso “fregiarmi” del titolo di addestratore ENCI diplomato, e con una ambizione su tutte: aprire le porte della cinofilia pratica ad altri disabili oltre a me, ed educare le giovani generazioni (e non solo) a un rapporto sano e attivo con i nostri amici e ausiliari a quattro zampe.

2 pensieri riguardo “Direttamente da Guastalla (RE), a tu per tu con il Lupino del Gigante!

  • 6 novembre 2018 in 23:07
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    Anche io amo la natura in generale. Tutti gli animali, in modo particolare i cani ed i cavalli. Ho degli interessi anche alquanto “discutibili” nel campo della criptozoologia. In particolare sono affascinato dall’idea che possano esistere, o almeno che fino ad alcuni decenni or sono siano esistiti dei serpenti di dimensioni inusitate (nel bacino amazzonico in particolare). Ma a parte queste fantasie un po’ bislacche, tendo ad avere i piedi per terra, ed amo approfondire la morfologia, la zoometria e lo psichismo del cane e del cavallo, e cerco sempre di avere un eccellente rapporto di amicizia con loro. Complimenti per il tuo diploma di “addestratore” e soprattutto per i lodevoli progetti che hai circa l’aprire le porte della cinofilia pratica ai disabili.

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    • Mattia
      8 novembre 2018 in 11:06
      Permalink

      Grazie per il commento e per gli incoraggiamenti!
      Vedo che abbiamo molti interessi in comune, mi fa proprio piacere: cani, cavalli… un po’ meno forse i serpenti giganti, anche se a suo modo la criptozoologia incuriosisce anche me.
      Ci sentiamo, buona giornata!

      Risposta

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