Il Labrador retriever: storia e radici di un cane importante

Il Labrador retriever e le sue radici

Il Labrador retriever è un diretto discendente del cane di St. John, cane allevato dai pescatori sull’isola di Terranova, frutto di incroci dei vari cani che accompagnavano i colonizzatori di varie nazionalità che si sono alternati nei secoli in quella precisa regione del Canada.

Le radici del Labrador si intrecciano con quelle del cane di Terranova, del CurlyCoated, del FlatCoated e del Golden Retriever, visto l’antenato comune.

Buccleuch Avon, il primo Labrador


All’inizio del 1800 il cane di St John fu importato in Inghilterra a bordo di navi provenienti dalla penisola del Labrador.

La razza fu quindi selezionata da alcuni nobili inglesi, tra cui il conte di Malmesbury, al quale si deve la nascita, nel 1885, di Buccleuch Avon, il primo esemplare di Labrador come oggi lo conosciamo.


Quattro anni dopo la nascita di Buccleuch Avon, che aveva il manto nero, nacque il primo labrador giallo, Ben of Hyde. La diffusione dei cani dal manto chiaro divenne però significativa solo dopo il 1920.

L’allevamento di labrador chocolate incominciò invece solo negli anni trenta del XX secolo.

Labrador retriever: un cane ricco di doti


Per le sue grandi doti di cane da caccia e da riporto, il Labrador conobbe una grande diffusione in Inghilterra, tanto da essere allevato persino da re Giorgio VI.

Riconosciuto nel 1903 dal Kennel Club


Il Kennel Club riconobbe ufficialmente la razza nel 1903. Oggi i Labrador sono tra i cani più diffusi al mondo, in particolare in Inghilterra, nell’Europa occidentale e negli Stati Uniti.

Lo standard del Labrador

I Labrador sono cani di taglia non troppo grande e muscolosi. I maschi hanno un’altezza di 56/58 cm e un peso compreso tra i 31 e i 40 kg. Le femmine sono di norma di pochi centimetri più basse (53/56 cm) e pesano dai 27 ai 34 kg.

Le principali caratteristiche di questa razza, a parte il colore, sono il risultato di un allevamento con obiettivo di riprodurre un perfetto retriever.

Morfologia del Labrador

La testa è larga, solida e appuntita, con tartufo ampio e dentatura a forbice. Il tartufo deve essere di colore nero quando il mantello è di colore nero o giallo e tartufo rosa quando il mantello è cioccolate, non sono ammessi altri colori o combinazioni. Gli occhi sono marroni o color nocciola. Le orecchie devono essere triangolari, con attaccatura un po’ arretrata e devono pendere. Il collo è vigoroso, di media lunghezza e senza bargia. Il petto è profondo e largo.

Il pelo e la coda del Labrador


Il pelo è duro, liscio, molto spesso e lanoso, con sottopelo impermeabile, di colore nero o grigio, marrone (“chocolate”) o giallo (“champagne”), sempre unicolore. Cuccioli di diversi colori possono far parte della stessa cucciolata: la tinta del pelo dipende da tre fattori genetici, i quali possono anche combinarsi e dar vita a varie sfumature. I colori ammessi agli standard vanno da un crema a un “rosso volpe” per gli esemplari gialli e da marrone di media intensità a marrone molto scuro per i chocolate. In quanto ai neri, il colore ammesso è un nero solido, senza sfumature particolari. È ammessa una macchia bianca al petto di dimensioni non superiore a una moneta da due euro.


La coda è di media lunghezza, grossa alla base e sottile verso la punta, come quella della lontra, ricoperta da pelo fitto e corto.

Per gli appassionati della razza, il consiglio è sempre quello di rivolgersi presso un allevamento di Labrador, che svolge la propria attività con serietà e passione.

Dogsportal Redazione

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