Una passeggiata a Torino con Bonnie

Mercoledì, Festa della Liberazione, ci svegliamo pigri e senza voglia di gite fuori porta. Che si fa? Dài, un giretto in centro per un brunch, che nel frigo ci son le ragnatele. Ok, ma Bonnie la portiamo? Certo che la portiamo, ogni tanto mica le fa male fare il cane urbano. Giusto, non si può sempre andar per boschi. Ma mica ci sarà troppo casino? Ma no, le manifestazioni sono alla sera, niente di che. Ok allora: zainetto con ciotola, premietti, sacchetti igienici, documenti, pallina che magari serve, e pure museruola, vedi mai che incontriamo i vigili. Portiamo pure i nonni? Sicuro, tanto per loro non dobbiamo nemmeno preparare lo zainetto 🙂

Pronti via, guinzagliamo il quadrupede, preleviamo i miei e via tutti in metro verso il centro di Torino. Bonnie mi tira giù per le scale: lei nutre una vera passione per la metropolitana. Entri, fai un seduto composto, sgrani gli occhioni, fai partire raffiche di coda, dài la zampa a caso e qualcuno che ti copra di carezze lo trovi sempre.

Probabilmente pensa che la metro sia un distributore automatico di coccole. “Che carini tutti questi umani che vengono qui apposta per me”. Ho un cane che adora indistintamente tutto il genere umano, che generalmente ricambia. Diciamo che alza di brutto la media familiare di amore per l’umanità.

Dieci minuti e siamo in pieno centro. Facciamo i portici sperimentando le andature di Bonnie che quando è al guinzaglio con me – che con un passo faccio due metri – mi precede al trotto, con Max cammina e con i nonni – che van lenti – passeggia mollemente al loro fianco. Inutile dire che i nonni non le hanno mai insegnato ad andare piano al guinzaglio. Cane sensibile. E paraculo.

Camminiamo trulli e felici  e lì, quando sei bello rilassato perché hai al guinzaglio il Perfetto Cane Da Passeggio, ti distrai e ne combini una.

Passiamo accanto ad un’edicola e Bonnie si ferma un decimo di secondo, vedo con la coda dell’occhio che si china ma non mi accorgo che per la prima volta in vita sua fa una pipì acrobatica sulle riviste appoggiate a terra. Mai successo in 5 anni. Non ha mai nemmeno sporcato su un marciapiedi! Sorpresa e sconcerto. Tempo di rimanere di stucco e veniamo assaliti dall’edicolante. Incidente diplomatico di dimensioni inimmaginabili. Io in effetti mi vergogno da matti, però se magari costui non mi urlasse violentemente nelle orecchie tutto lo schifo esistenziale che prova per l’intera popolazione canina del pianeta, almeno riuscirei a scusarmi e a rimediare. Corro a comprare una bottiglietta d’acqua dal tabaccaio, compro anche i giornali e pulisco mentre marito e papà trattengono la mamma battagliera che vorrebbe presumo picchiare fortissimo l’edicolante cinofobo, il quale però ha ragione e purtroppo va salvato dal protettivo sdegno materno. C’è sempre da imparere: d’ora in poi mai avvicinarsi troppo alle edicole, nemmeno con una femmina che negli ultimi cinque anni piuttosto di sporcare sul marciapiedi si faceva scoppiare la vescica.

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Piazza Castello, Torino – foto di Silvia Masoero

Uff. Proseguiamo. Per il resto della passeggiata Bonnie si comporta regalmente e risale in classifica, passando da Brutta Zitella Pisciona all’abituale titolo di Queen of The Town.

foto di Silvia Masoero

 

 

 

 

 

Ci accomodiamo nel dehor di un localino vegano dove con il solito teatrino “guardacomesonocarinaeducatamorbidaecoccolosa” conquista in un minuto netto tutto il tavolo a destra, due cameriere, lo chef, il tavolo a sinistra con microcane tremante e una famiglia che passa di lì per caso. Ci rilassiamo, rifiliamo sottobanco due premietti alla diva, controlliamo che i nonni non la riempiano di cibo vietato e ci godiamo il nostro brunch.

 

Foto di Silvia Masoero

Ci alziamo satolli e camminiamo un po’ per il centro; non c’è molta gente, Torino un po’ passeggia, un po’ mangia e un po’ fa il pisolino. Passiamo da un giardinetto deserto dove ci prendiamo il lusso di liberare un attimo Bonnie per due lanci di pallina: dopotutto se li è meritati. Due scondinzolate con un vecchio meticcione adorabile, una lappata ad un bimbo accorso in adorazione e poi via di nuovo in metro.

Il vagone è quasi vuoto e Bonnie si sdraia a tappetino a sonnecchiare, ma non manca di battere la coda “Tum! Tum! Tum!” ogni volta che qualcuno la guarda sorridendo. “Io son stanca ma se ti alzi tu e mi accarezzi, io ci sto”.

Mentre rientriamo a casa riflettiamo ad alta voce: ok, abbiamo i nostri problemi, ma alla fine non ci è capitato forse il Cane Più Bravo Buono e Bello Del Mondo? Bonnie ci guarda e ci lappa: “Ma certo, avevate dei dubbi?”. Cane sensibile. E paraculo.

 


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Silvia Masoero

Silvia Masoero è la fortunata padrona di Bonnie, meticcia di 5 anni che va pazza per i boschi, i merli, il mare e l’agility. Appassionata di cani da trent’anni, si è avvicinata all’agility negli anni ’90 insieme alla sua piccola epagneul breton. Nei primi anni 2000, purtroppo, è stata ibernata e oggi si sta ancora riprendendo dallo shock del risveglio

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