L’identikit del perfetto conduttore di obedience….

Molte volte mi è stato chiesto come deve essere il cane “da obedience”, che caratteristiche deve avere , se ci sono razze più predisposte, quali sono, cosa bisogna cercare, ecc. ecc. ecc…

Però nessuno mi ha mai chiesto: “Ale ma come dev’essere il conduttore di obedience?”

Perché tutti noi siamo diversi e più portati per certe attività o per altre e capita di provare nella vita cose nuove, su alcune ci si appassiona e si continua e su altre si capisce che non è proprio per noi.

Mettiamo un proprietario che va a fare un corso base con il proprio cane e si appassiona alle attività cinofile, mettiamo anche che possa capitare un cinofilo che vuole provare una nuova disciplina…

Mettiamo un conduttore di altri sport che decide di fermare un cane da attività fisicamente impegnative e decide di mantenerlo in lavoro con una disciplina, a suo dire, meno spinta (vi consiglio vivamente di non pronunciare mai questa frase davanti a qualcuno che pratica obedience….!) 

Molti di loro potrebbero pensare di provare un corso di obedience. 

Ma voi davvero lo consigliereste a tutti?

La prima risposta che darei è sicuramente sì.

Perché da la possibilità di vivere e conoscere il cane in modo nuovo, approfondire le proprie conoscenze cinofile, acquisire competenze nel lavoro con i cani. Inoltre è una disciplina che possono praticare, a livello fisico, tutti, sia persone che cani.

Il vero problema è che lavorare bene in obedience è un impegno enorme, prima di tutto mentale.

Così, ripensando alla risposta che avrei dato, mi sono fatta un’altra domanda: come dev’essere un conduttore di obedience?

E, visto che questa domanda mi stuzzica tantissimo, cercherò di fare…

l’identikit del perfetto conduttore di Obedience….!

Premessa: si chiama conduttore e non atleta, campione, concorrente o quale altra parola che possa dar gioia all’ego personale, perché il suo compito sarà sempre quello di condurre il vero atleta, ossia il cane.

Detta così uno s’immagina la coppia dei cartoni animati con Mignolo e il Prof, il braccio e la mente, unico obbiettivo: conquistare il mondo!

Il vero conduttore di obedience?

Ebbene è proprio così: lo spirito del vero conduttore di obedience è quello dello stratega che pianifica, dell’ingegnere che progetta, del sognatore che immagina. 

Abile osservatore, con una mente che non si ferma mai, davanti a ogni problema studia approcci e soluzioni: ecco, in questo il vero appassionato a volte perde il controllo e manda messaggi delle sue idee geniali in piena notte, o studia, durante una grigliata in compagnia, un nuovo approccio filosofico alla disciplina.

Non solo: è un accumulatore seriale di ogni tipo di giochi per cani, ha provato tutti i tipi di premi e premietti presenti sul mercato, qualcuno addirittura se li produce da se.

Frequenta stage e corsi affamato di metodi vari ed eventuali, li rielabora, li critica, li commenta, li tiene lì nel suo bagaglio di conoscenze. Ma per poterli seguire e utilizzare deve essere costante ed estremamente metodico.

Fa delle ripetizioni la sua sicurezza, poi però c’è chi sclera perché sa che deve essere costante, coerente e preciso ma lui, nella vita, è un caciarone e va in conflitto con se stesso.

Per deformazione professionale, non sopporta più la mancanza di competenze dei proprietari dei cani da parchetto che non sanno gestire il cane

( a volte capita che non si trattenga e che parta con monologhi esplicativi facendo voli pindarici tra teorie, metodi e spiegazioni confusionarie per il povero malcapitato…)

Studia il regolamento ma per tutta la vita avrà dei dubbi su cosa bisogna fare in gara. Perché in fondo, in obedience, di gare se ne fanno poche. 

Invece di allenamenti se ne fanno, sempre, chi ne ha il tempo li fa anche tutti i giorni, e chi non ce l’ha non vede l’ora di essere in campo. 

E se il campo non c’è ci s’inventa un allenamento sul tappeto della cucina, un richiamo in corridoio, un resta dal panettiere o una condotta al centro commerciale.

Sì, chi fa Obedience è esattamente così, perché questo sport è prima di tutto mentale, in continua evoluzione, lettura e rilettura del cane, poi dell’esercizio, poi dell’approccio.

È una disciplina difficile, soprattutto perché i risultati non arrivano mai subito, ci vuole tempo e costanza per ottenere un buon lavoro e solo se si è spinti da vera passione si va avanti.

Bisogna essere persone metodiche, dei perfezionisti, pazienti, anche contro la nostra personalità, amanti dei lavori di concetto perché, come già detto sopra l’obedience è prima di tutto un lavoro mentale.

Ci si esalta per cose ai più incomprensibili: una rimessa al piede, un passo di condotta, una presa del riporto, un ingresso in campo, un seduto e così via. Perché l’importante è la cura dei dettagli che faranno l’insieme.

Il vero conduttore di obedience? Un maniaco

Insomma, facendo un sunto, il vero conduttore di Obedience dev’essere un maniaco. Che detta così scoraggerebbe chiunque, ma qui s’intende maniaco della precisione, della necessità di conoscere, aggiornarsi, confrontarsi. Un ricercatore della tecnica, un vero appassionato di cinofilia, che si è innamorato di questa disciplina perché un giorno ha visto in un’esibizione quello sguardo magico che lega cane e conduttore in questo sport.

E quando decide di iniziare, come accade per un fiume in piena, non si ferma più. 

Alessandra Vacchiero

Il mio nome è Alessandra Vacchiero, istruttore cinofilo. La passione per il cane è nata con me, insieme a quella per molti altri animali, con cui ho vissuto, lavorato e condiviso la mia vita. Sono entrata in cinofilia nel 2001 attraverso il mondo delle Expo, finché un giorno di febbraio del 2006, mentre osservavo la mia cucciolona di sette mesi giocare con me, mi dissi “questo cane può fare moltissime cose….” E così cominciarono le lezioni in campo, le discipline, gli stage e chi più ne ha più ne metta. Ma tra tutte le esperienze che abbiamo fatto c’è stata un’unica vera grande scintilla che ha segnato tutto il percorso: era nata senza accorgersene la mia immensa passione per l’obedience. E così pratico Obedience da 12 anni, ho preparato e portato tre miei cani fino alla classe più alta. Gare, stage e allenamenti in giro per l’Italia mi hanno dato un bagaglio di conoscenze ed esperienze che oggi vorrei condividere con voi per far conoscere a più persone possibili questa meravigliosa disciplina. “

Alessandra Vacchiero

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