Mantrailing! Con il naso per aria

Capita quasi sempre che si pensi al termine di una traccia con un figurante, che verrà trovato (almeno questo è ciò che ci auguriamo succeda sempre) nascosto dietro ad un ostacolo o sotto qualcosa che ne impedisca la visione.

Ciò che dovremo preparare sarà un cane che sia in grado di concludere una traccia anche in una situazione diversa da questa.

Vale a dire che dovremo preparare anche il ritrovamento su zone sopraelevate.

Questo potrà succedere (ad esempio) con ritrovamenti su tetti, scale, alberi o in parchi giochi.

La preparazione di questo esercizio, richiederà la ricerca di un luogo che permetta al cane di arrivare sotto al figurante e di passare dalla traccia alla modalità di ricerca.

Organizzeremo un intensity trail abbastanza lungo da far sì che il cane si possa concentrare sulla traccia prima di raggiungere il luogo del ritrovamento.

Arrivato in questo punto, potremo vedere il cane che cambierà atteggiamento.

Lascerà il trail per passare alla ricerca.

Probabilmente comincerà a girare in tondo non trovando la fonte dell’odore. A questo punto molti cani cercheranno, disorientati, di allontanarsi da quel punto. Non glielo permettete e riportatelo sull’odore o nell’area del figurante. Se la situazione si ripetesse, continuate ancora in questo modo e fate in modo che il cane non perda interesse. Se ciò dovesse accadere, dite al figurante di attirare la sua attenzione facendo un rumore.

Quando il figurante sarà stato individuato, incitate il vostro compagno a identificare l’oggetto sul quale sarà sistemato il figurante. Durante il premio (che verrà dato velocemente dal conduttore) il figurante dovrà scendere tempestivamente e fare in modo che l’identificazione continui anche su di lui. Ciò significa, ricordate bene, che il cane verrà premiato due volte.

E ricordate che, qui come in allenamento su altre componenti, la cosa più importante sarà osservare il comportamento del nostro compagno per poter riconoscere lo stesso atteggiamento quando poi non saremo più nella zona di comfort dell’ allenamento.

Perché ai più sembrerà strano da capire, ma un conto è fare un esercizio in cui siamo preparati a ciò che accadrà perché tutto il “teatrino” sarà stato organizzato a modino, altro sarà trovarsi in mezzo al mare di variabili che possono accadere durante una traccia e noi non potremo prevederli.

Potremo solo fare tesoro delle esperienze fatte in precedenza e della nostra capacità di riconoscere ciò che abbiamo avuto modo studiare grazie alla costanza e alla dedizione profuse nel lavoro con il nostro compagno.

Senza mai dimenticare l’apporto insostituibile di tutti coloro che con la loro disponibilità hanno fatto da figurante per noi.

Cristiano Pregno

Cristiano Pregno

Addestratore Enci - Gruppo Cinofilo Debù

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