Parlare di normative e pensioni per cani è retorica?

Qui di seguito un commento postato durante la diretta di Anpca  del 20 gennaio 2021 andata in onda su dogsportal.it

Il grande assente in tutta questa retorica su norme e sicurezza è il fatto che le caratteristiche delle pensioni abilitate sono spesso incompatibili con le esigenze di una fetta maggioritaria di mercato, quella dei cani abituati a vivere in un contesto domestico e che nessuno si sognerebbe di parcheggiare in una struttura in cui si sentirebbero drammaticamente spaesati perchè non può offrire quel clima casalingo che la vicina di casa riesce a fornire.

Risposta: Avere la certezza assoluta che un cane abituato a vivere in un contesto domestico abbia bisogno, in assenza della propria famiglia, di soggiornare in un’altra abitazione e con un clima casalingo significa non attribuire al cane una capacità cognitiva. Un cane può sentirsi “drammaticamente spaesato” anche se “parcheggiato” in una pensione casalinga perchè è in grado di capire che quella non è la sua casa e le persone che cercano di non fargli sentire la mancanza dei suoi familiari hanno, come tutte le famiglie, regole e abitudini uniche e irripetibili.

Per questa ragione, il cane si troverà a sottostare a regole nuove, insieme ad altri cani che hanno lo stesso problema e che, una volta rientrati nella loro casa dovranno riadattarsi a regole e abitudini utilizzate in precedenza.

Questo può diventare una doppia fonte di stress.

Altrimenti lo stesso ragionamento dovrebbe valere anche per i bambini, ad esempio, che invece di mandarli nei campi estivi in montagna, mare o campagna, magari passando la notte in bungalow,  tende da campeggio o ostelli della gioventù dovremmo trovare, durante la nostra assenza, famiglie disposte ad accudire bambini nei loro appartamenti privati offrendo loro un clima casalingo o domestico. Lo stesso esempio vale anche per gli asili…

In primo luogo se questo fosse vero non sarebbe mai nato un movimento nazionale e internazionale  come i boy scout, oppure, se ai giorni nostri dovessimo capire che il loro modo di accudire i bambini fosse sbagliato, dovremmo chiederne la chiusura immediata. Invece non solo restano aperti, ma in più vengono utilizzati anche solo per far fare ai bambini attività ricreativa all’aperto e visto che una famiglia già ce l’hanno, si chiede agli educatori di giocare e far giocare i bambini tra  loro supervisionando le attività ma senza cercare in nessun modo di diventare un nuovo modello genitoriale per non far sentire ai bambini l’assenza dei prorpi cari. Sono convinto che adottando la stessa gestione per i cani (trattandoli quindi più come bambini e non come qualcuno di diverso non in grado di fare alcuni ragionamenti), sia meno stressante piuttosto che soffocarlo con inutili attenzioni che possono spaesarlo ancora di più e senza riuscire in nessun modo a diventare dei sostituti dei loro proprietari tanto da non rendersi conto della loro assenza. Quindi credere che le pensioni autorizzate siano incompatibili con il benessere animale non corrisponde a verità,  perchè l’autorizzazione sanitaria nasce proprio per rispettare anche questo obiettivo.

Non è un caso che le pensioni casalinghe per promuoversi, postano in rete foto di cani che corrono e giocano tra loro e raramente foto in contesti domestici. Non capisco cosa può far credere che in una pensione autorizzata questo non possa accadere dal momento che abbiamo tanto spazio (visto che ci impongono centinaia di metri dalle prime abitazioni)  e abbiamo aree cani private e recitante in sicurezza e supervisionate dalle Autorità competenti. Inoltre, non commettiamo il reato di occupazione di suolo pubblico limitando l’utilizzo delle aree cani ai residenti per svolgere una professione non autorizzata. Quindi, possiamo lasciare i cani nei prati a correre per tutto il tempo necessario anche in caso di pioggia vista la presenza di tettoie sotto cui ripararsi, senza rischi di fuga o infastidire il vicinato. Naturalmente anche noi autorizzati, un pò come tutti, abbiamo una casa e che può essere utilizzata per custodire cani in caso di bisogno. Ma in più abbiamo anche strutture a norma per il ricovero dei cani. Promuovendo soltanto una casa per far pensione per cani dicendo che sia meglio, fa pensare alla favola della volpe e l’uva.

A ogni modo qualora fosse una vicina di casa ad accudire un cane, non avrei nulla in contrario, anzi… Sia perchè può farlo legalmente, visto che lo fa come favore, e anche perchè il cane potrebbe eventualmente  restare all’interno della propria abitazione. In questo caso, darebbe anche meno disturbo alla vicina perchè il cane non sentirebbe il bisogno di marcare per comunicare con altri cani presenti o che col tempo hanno lasciato il proprio odore.  Così come succede nelle abitazioni adibite a pensioni per cani dove ancora non è chiaro se i cani si lasciano liberi di marcare, visto che è un loro bisogno, oppure li si inibisce visto che ci si trova in una abitazione privata.  Purtroppo, però, di vicini di casa così disponibli non ce ne sono tanti, ma al contrario ci sono tantissimi vicini di casa che contattano la nostra associazione perchè disturbati da chi apre una pensione per cani casalinga senza nessun senso di responsabilità, autorizzazioni e rispetto per gli altri. Facendosi pagare in nero cifre che sono pari, se non superiori, a chi invece è in regola anche sotto l’aspetto fiscale. Se fosse davvero solo amore verso i cani a motivare alcune persone a gestirli nella loro abitazione privata, potrebbero  accudire in affido temporaneo cani provenienti dai canili seguiti dai gestori, volontari o educatori del canile stesso. Certamente in questo modo sarebbero controllati e ridurrebbero il numero di cani ospitati perchè non ci sarebbe quel guadagno che aumenta proporzionalmente alla quantità dei cani detenuti. Le pensioni autorizzate, inoltre, non decidono in proprio dove, come e quanti cani ospitare, ma lo decidono per loro le Autorità competenti in base alle strutture a norma in possesso. Così come per gli alberghi.

La gestione delle pensioni casalinghe crea, purtroppo, intolleranze generalizzate verso tutti i cani, anche quelli di proprietà che già vivono in un determinato condominio, gruppo di villette a schiera o quartiere.

Senza contare poi l’incolumità dei cittadini dal disturbo della quiete pubblica, da eventuali aggressioni non solo verso le persone ma anche verso i cani di proprietà, la propagazione di malattie infettive, lo smaltimento delle deiezioni di cani che provengono da altri quartieri e città. Davvero non capisco cosa ci sia di bello in tutto questo…Senza contare la tranquillittà del proprietario che rivolgendosi a strutture autorizzate è coperto da reali polizze assicurative, non corre il rischio di sanzioni, o ancora peggio il sequestro del cane in caso di ispezioni che avvengono, quasi sempre, su segnalazione di vicini esasperati.

Concludo con due riflessioni: 

  1. l’ambiente familiare o domestico non sempre rappresenta qualcosa di dolce e romantico. Non dimentichiamoci che alcune famiglie non vanno d’accordo e litigano in continuazione, e che la maggior parte degli atti di violenza verso donne e bambini avvengono tra le mura domestiche. In alcuni casi, la presenza di cani in pensione potrebbe non avere il consenso di tutta la famiglia, portando con sè conflitti interni lì dove invece non sarebbero avvenuti, nonchè con gli stessi vicini di casa. Inoltre, non comparendo in nessun registro non sarebbero soggetti a controlli a campione o a sorpresa e, pur capendo che il buono e il cattivo lo si trova ovunque, anche tra gli autorizzati, avrebbero più probabilità di farla franca.
  2. invito coloro che sono a favore o esercitano l’attività di pensione casalinga di compilare un questionario cinofilo di 10 domande che trovate sulla pagina facebook di Anpca. In questo modo potremmo avere un confronto sano e costruttivo tanto da poter chiedere alle Autorità competenti in materia di benessere animale, di riguardare le normative offrendo, però, delle soluzioni alternative alle loro. Anche perchè noi autorizzati, al di là della retorica, ci adeguiamo semplicemete a quello che la legge prevede e  impone e, sarebbe interessante andare oltre alle critiche senza nessuna base etologica e scientifica, ma uscire allo scoperto e proporre dei modelli e protocolli di riferimento da seguire o imitare.

Cosimo Lentini-presidente Anpca- (associazione nazionale pensioni per cani autorizzate)

Dogsportal Redazione

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