Cani in acquaEducazione cinofila

Il cane e l’acqua: il primo approccio è fondamentale (guida aggiornata 2026)

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📅 Nota di redazione (2026): questo articolo è nato nel 2019 grazie al contributo di Manuel Carandente Sicco, educatore cinofilo, ed è da allora uno dei più letti della nostra rubrica Fluidog. Lo abbiamo aggiornato perché il tema è ancora attualissimo, anche alla luce di quanto è cresciuto negli ultimi anni: il numero di piscine dedicate ai cani in Italia ha visto un vero e proprio boom, offrendo un’alternativa preziosa per chi vuole accompagnare il proprio amico in questo percorso con il supporto di assistenti di vasca qualificati.

Queste righe si rivolgono a chi si imbatterà per la prima volta in un elemento naturale alquanto affascinante e stimolante, ma spesso sconosciuto al nostro compagno di vita: l’acqua. Partiamo subito con lo smontare il mito “tutti i cani sanno nuotare”. Loro, come noi, si affidano all’istinto di sopravvivenza se lanciati in acqua e nuotano, o quasi, per tornare a riva sani e salvi. Questo però può portare dei grossi traumi al cane. Quindi dovremo far conoscere questo elemento nella maniera più corretta e graduale possibile.

Tutti i cani possono nuotare?

Cane in acqua primo approccio

Direi di sì, ma alcuni avranno bisogno di ausili al galleggiamento. Alcune razze non sono strutturate per nuotare: il loro fisico non permette loro di rimanere a galla con facilità, ma questo non significa che non gli piaccia stare in acqua. Non pretendo di dare una soluzione a tutti i problemi “acquatici”, ma spero di potervi fornire qualche consiglio utile per godervi queste giornate insieme al vostro amico a quattro zampe. L’ideale sarebbe essere sempre seguiti da un educatore qualificato per approcciarsi a nuove attività.

Per molti cani di città l’acqua è spesso un problema. Viene frequentemente associata ai bagni in toelettatura o alle fastidiose armature antipioggia, quindi non hanno avuto modo di conoscere le sensazioni e il piacere di nuotare liberi, magari insieme al proprio umano di riferimento.

Il primo scoglio: la battigia

Prima di arrivare a nuotare liberamente dovremo superare qualche ostacolo. Una buona parte dei cani si blocca sulla battigia, un’altra non appena l’acqua tocca la pancia. Per il primo ostacolo, proviamo a riflettere sul mondo come viene visto dai nostri compagni. Mettetevi a carponi alla stessa altezza del vostro amico e guardate la battigia: quelli che a noi sembravano piccoli movimenti dell’acqua diventano onde alte che appaiono e scompaiono. Cosa fare allora?

Semplice: camminiamo e giochiamo con lui sulla riva, vicino all’acqua, senza cercare di costringere a tutti i costi il nostro amico a entrare. Sarà lui a dirci, con calma e con i suoi tempi, quando si sentirà in grado di accettare questa nuova sfida. Ogni volta che si avvicinerà all’acqua e la toccherà con le zampe, ricordatevi di fargli i complimenti e, se li usate, di premiarlo con un bocconcino. Inizierà a vedere questo elemento in maniera positiva, fino ad immergersi fin dove tocca, e a quel punto si va verso l’ignoto.

Il secondo scoglio: l’acqua che tocca la pancia

Cane al mare primo approccio acqua

Iniziamo entrando in acqua e camminiamo parallelamente alla riva, stimolando il nostro amico a starci vicino. Se il cane è un po’ restio, usiamo giochi o bocconcini. Se ci seguirà, continuando a camminare ci allontaneremo dalla riva fino a quando il cane sarà costretto, per starci vicino, a nuotare. Nello stesso tempo avrà il fondale a pochi centimetri, quindi riuscirà ancora a toccare con il posteriore. Per portarlo al corretto assetto di nuoto, appoggiate una mano sotto la pancia in modo da alzargli il posteriore: piano piano si abituerà a questo nuovo assetto e nuoterà felice e contento.

Se il cane rimane bloccato e non vi segue

Non preoccupatevi. Con calma e tranquillità avvolgete il cane in un abbraccio, fermandogli le zampe, un po’ come i pastori facevano con le caprette: un braccio avvolge sotto le cosce posteriori, l’altro sotto il petto, in modo che non abbia la possibilità di muovere le zampe. Entrate in acqua, sempre vicino alla riva, immergetevi tenendo il cane in braccio (l’acqua vi darà una mano a sostenere il peso) e fate rilassare il vostro amico grattandolo e parlandogli con voce calma. Direzionate il cane verso la riva e dolcemente lasciatelo andare. Seguitelo, non lasciatelo da solo: anche in questo caso provate a tenere una mano sotto la pancia per dargli un piccolo aiuto. Uscite dall’acqua e complimentatevi con il vostro compagno per l’impresa appena compiuta.

Cane che nuota sport acquatici

Prima e dopo l’acqua: qualche consiglio pratico

Per queste prime esperienze di avvicinamento, e in generale per chi avrà a che fare con l’acqua, ecco qualche indicazione utile per il pre e post attività.

Pre attività

Lasciate il cane a digiuno prima del bagno, al massimo un paio di biscottini. In acqua ci si agita e alcuni cani potrebbero rischiare una torsione gastrica, altri invece, se bevono troppa acqua, potrebbero vomitare. Una volta finito il bagno, portate il vostro amico a fare una passeggiata lontano dall’acqua: l’educazione non guasta, e spesso nell’arco di un paio di minuti dall’uscita i cani avranno bisogno di fare i bisogni. Chi andrà al mare non si preoccupi se dopo il bagno il cane farà deiezioni meno compatte: è un effetto collaterale dell’acqua salata.

Post attività

Sciacquate bene il cane per rimuovere residui di sabbia, sale o terra dal pelo e asciugatelo accuratamente per evitare irritazioni, dermatiti e infiammazioni.

Cosa portare quando si va in acqua con il cane

Una pettorina o un imbrago galleggiante: entrambi permettono di gestire il cane più facilmente in acqua. L’imbrago dà più sicurezza al vostro amico ed evita situazioni pericolose.

Ciotola e acqua fresca: con il sole e le temperature estive dobbiamo sempre avere a disposizione acqua fresca da bere.

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Telo e panno: uno su cui far riposare il cane, l’altro per asciugarlo dopo il bagno.

Ombra: se andate in posti privi di zone d’ombra, portate un ombrellone o una di quelle mini tende portatili da spiaggia per creare un riparo adeguato.

Kit di primo soccorso: ce ne abbiamo uno in macchina, ma ricordatevi di averlo sempre a portata di mano.

Numero del veterinario più vicino: oggi le app aiutano a trovarne uno in base alla posizione, ma è sempre meglio essere previdenti. Guinzaglio, sacchetti igienici e museruola non li elenco: la legge ci impone di averli sempre con noi.

Un’opzione in più: le piscine per cani in Italia

Negli anni successivi alla prima pubblicazione di questo articolo, l’offerta di strutture dedicate ai cani in acqua è cresciuta in modo significativo su tutto il territorio nazionale. Le piscine cinofile rappresentano oggi un’alternativa concreta e spesso ideale per chi vuole accompagnare il proprio amico in questo percorso, soprattutto nelle prime fasi: ambienti controllati, fondale verificato, personale specializzato. Molte di queste strutture dispongono di assistenti di vasca qualificati che possono affiancare il vostro amico dall’avvicinamento iniziale fino all’acquaticità sportiva, rendendo l’esperienza sicura e graduale esattamente come descritta in questo articolo.

Se siete curiosi di scoprire la struttura più vicina a voi, il punto di riferimento in Italia è PiscinePerCani.it, il portale verticale di Dogsportal.it interamente dedicato alle strutture in acqua per cani, con schede verificate e ricerca per regione.

E quando avrete superato tutti gli scogli…

Riusciti nell’impresa, si apre un mondo nuovo e sconfinato di divertimento per voi e il vostro amico. Tra le attività sportive e ricreative che potrete esplorare insieme: gare di tuffi, nuoto, giochi di riporto, percorsi ad ostacoli in acqua, attività di salvataggio nautico sportivo o operativo, e rilassanti escursioni acquatiche su SUP (tavole gonfiabili) o canoe. L’acqua, se vissuta nel modo giusto, diventa uno spazio di libertà condivisa che non ha eguali.

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Manuel Carandente Sicco

Nel 2004 inizio il mio percorso con Cecio Labrador per diventare bagnino a quattro zampe, da quel momento la mia passione per il mondo cinofilo ed acquatico esplode, mi porta a venire riconosciuto come istruttore di salvataggio nautico cinofilo, Enci, CSEN e UISP. Questa passione viene trasferita, dall'operatività, alla vita di tutti i giorni, per far scoprire ai binomi i mille benefici che l'elemento acqua può portare ai nostri compagni di vita e le attività sportive che possono essere praticate. Ad oggi collaboro e sono presidente della Dog's Sporting Academy asd la prima piscina cinofila di Brescia.

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