Il Decanerone, quarta novella: Heidi non vede. Ma sente benissimo

Le – vostre – novelle del Decanerone.

La prima novella: la campagna e i cani

La seconda novella: povero Bobby

La terza novella: socializzare nonostante la quarantena

Il Decanerone, quarta novella: Heidi non vede. Ma sente benissimo

Il Decanerone, quarta novella
Il Decanerone, quarta novella

Non so bene cosa stia succedendo.

Siccome non ci vedo, ma ho un bel paio di grosse orecchie, cerco di ascoltare il più possibile cosa dicono i miei umani… solo loro, anche perché di voci in questo periodo ne sento ben poche, a parte quelle che escono dal marchingegno che c’è in salotto.

Parlano di un virus, un virus con la corona, o una corona che ha un virus o non so che altro.

Boh.

All’inizio non mi sono particolarmente preoccupata. Ho notato che, a differenza di prima, ora il mio umano maschio se ne sta sempre con noi qui a casa; certo è piuttosto indaffarato perché l’umana femmina ogni mattina gli dice una serie di cose e lui, anche se sbuffa, si mette a farle: sta pulendo dappertutto (e non avete idea di quanto mi dia fastidio perché passa di continuo quell’attrezzo rumoroso che aspira tutti i miei peli da terra) e, cosa ben peggiore, si è messo a coprire con del terriccio quelle fantastiche buche che io e i miei fratelli abbiamo costruito durante l’inverno. Tutta fatica inutile, la nostra!

E direi anche la sua, perché tra un po’ ci rimetteremo al lavoro (il terriccio fresco è fantastico!

Si infila tra i cuscinetti delle zampe che è una meraviglia!).

A parte questa presenza più costante, quello che ho notato e che sinceramente mi scoccia non poco, è quanto si sono ridotte le uscite divertenti, quelle che facevo al campo, dove mi allenavo con il mio amico Corrado a fare agility o dove gli altri miei amici del campo mi stavano insegnando una nuova roba che chiamano Rally-o.

Ho fatto in tempo a fare una lezione, poi stop.

Per questa Rally-o non è che mi dispiaccia così tanto, ma per agility… quella sì.

La mia umana mi aveva appena detto che ero migliorata molto e anch’io iniziavo a correre un po’ tra un ostacolo e l’altro (e non ridete, voi canisapientoni! Io sono cieca, ve lo ricordo).

Quindi… niente più campo. Così mi ritrovo a dover stalkerare un po’ di più mia sorella Linda, un simil jack russel con un caratterino che vi raccomando, e mio fratello Pancho, ma quello è un tontolone, gliene posso fare di tutti i colori che non si lamenta mai.

A parte questo, facciamo le nostre solite passeggiate, ma l’umana è un più nervosa del solito perché incontriamo un sacco di cani in giro (ma esistavano già tutti questi cani?) e lei sa che io non sopporto tanto questi incontri.

Per fortuna lei mi tiene e si tiene alla larga da tutti, però mi manda un po’ in tilt questo cambiamento di percorsi. Comunque sono una tipa che si adatta e poi, se ho i miei fratelli quadrupedi con me durante le uscite, sono decisamente tranquilla.

Tiro… ah quanto mi piace tirare al guinzaglio la mia umana… anche se lei poi ansima, brontola e torna a casa sudata e dicendomi sempre la stessa frase:

“Ma questa ti pare una passeggiata?” A me sì. 

E quindi, coronavirus o viruscorona o quel che sia, io continuo a fare la mia vita, cercando nuovi modi per non annoiarmi troppo, ma facendomi anche delle profonde dormite sul divano.

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