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In Trentino è stop ai cani legati alla catena. Previste multe fino a 800 euro

La proposta, è diventata legge con l’approvazione in Consiglio provinciale a Trento (20 sì e 9 astensioni), è nata grazie al consigliere provinciale Claudio Cia (Fratelli d’Italia) ed è poi diventata un Ddl di Giunta che modifica la legge provinciale del 2012 sugli animali d’affezione.

In Trentino che tiene il cane o un altro animale d’affezione alla catena potrà ricevere una multa dai 400 agli 800 euro. Come già avviene in altre regioni d’Italia, infatti, anche in Trentino sarà vietato tenere il cane legato alla catena, a meno che non vi siano necessità sanitarie o di sicurezza.

 Legare un cane ad una catena, magari per tutta la durata della sua vita, oggi è ancora legale in gran parte d’Italia.

Lo rivela il Rapporto “Verso il divieto di tenere i cani legati alla catena”, realizzato dalla startup Green Impact e dalla ong contro il randagismo Save the Dogs and Other Animals.

Il Rapporto passa in rassegna le normative regionali Italiane e quelle di numerosi Stati dell’Unione Europea ed extra-UE.

In Italia ci sono regioni che sulla carta appaiono “virtuose”, come l’Umbria e la Campania, e che vietano chiaramente la detenzione dei cani a catena. Ma nei fatti, la Regione Campania non ha previsto sanzioni, rendendo la norma sostanzialmente non attuabile. Fanno bene anche Abruzzo, Emilia-Romagna (che è stata la prima regione italiana nel 2013 ad aver vietato l’utilizzo della catena per i cani), Lombardia, Veneto e Puglia. Liguria, Basilicata e Sicilia non hanno regolamentato la materia, lasciando un vuoto normativo.

“Risulta evidente la necessità e l’urgenza di rivedere nella maggior parte delle regioni italiane le leggi che regolamentano la detenzione a catena – commenta la Presidente di Save the Dogs, Sara Turetta – perché risultano poco chiare, incapaci di tutelare davvero gli animali o piene di deroghe che lasciano spazio a troppe scappatoie. Ci auguriamo che il divieto di detenzione a catena diventi parte integrante di una legge nazionale sul maltrattamento e che, in caso contrario, Governatori prendano provvedimenti affinché la normativa sia coerente con la rinnovata sensibilità degli italiani su questi temi”

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