LE ETA’ EVOLUTIVE DEL CANE: i bisogni irrinunciabili anche in tempo di pandemia

La dottoressa Maria Cristina Polzonetti educatore e istruttore cinofilo ci spiega in modo esaustivo perchè la figura dell’educatore cinofilo sia oltremodo importante anche durante il lockdown per una crescita serena ed armoniosa dei nostri piccoli amici a 4 zampe già depauperati -a causa delle chiusure e dei limiti di spostamento- di esperienze fondamentali per la loro corretta crescita cognitiva, sociale ed emotiva 

LE ETA’ EVOLUTIVE DEL CANE: I BISOGNI IRRINUNCIABILI ANCHE IN TEMPO DI PANDEMIA

I primi due anni circa di vita del cane sono di importanza fondamentale per il suo sviluppo.

In questo periodo di tempo, definito “età evolutiva”, si pongono le fondamenta della sua individualità. Si gettano i semi di quel che sarà il suo profilo caratteriale da adulto.

Sono le esperienze fatte in questi anni, le conoscenze acquisite, il gioco tra pari, il socializzare con altri individui (umani e non) a costituire le fondamenta di un adulto sereno, competente, in grado di camminare a passo sicuro  nel mondo. Di contro, carenze esperienziali durante l’età evolutiva possono seriamente compromettere il corretto sviluppo del cane, e dare vita a problemi comportamentali anche gravi.

Le tappe dell’età evolutiva

E’ durante l’età evolutiva che si mettono in atto:

1) l’apprendimento sociale, ovvero del come comunicare, convivere, relazionarsi con i propri simili;

2) la maturazione ontogenetica, ovvero della propria struttura cognitiva, affettiva e relazionale, del proprio essere cane;

3) la correlazione, ovvero l’adattamento al mondo che lo circonda, ovvero il suo essere cane in un contesto urbano;

E’ quindi in questo periodo che si costruisce l’identità cognitiva e comportamentale del cane.

Per realizzarsi correttamente, questo processo deve rispondere a determinati parametri:

1) essere graduale: il cucciolo deve essere messo nella condizione di fare la conoscenza del mondo a piccoli passi, senza traumi ma anche senza essere dal mondo isolato e costretto in una situazione di deprivazione

2) essere coerente: giacché ad ogni tappa dell’età evolutiva corrispondono determinate tappe esperienziali

Le tappe dell’età evolutiva sono quattro:

1) periodo neonatale, corrispondente alle prime tre settimane di vita

2) periodi di transizione, corrispondente alla terza settimana di vita

3) periodo di socializzazione, dalla quarta settimana ai quattro mesi

4) periodo puberale, dal quarto/quinto mese alla maturità sessuale e sociale (intorno ai due anni)

Ci occuperemo qui soltanto delle ultime due tappe, ovvero dal periodo dall’entrata del cucciolo in famiglia.

Vivere l’età evolutiva in lockdown: i rischi nel periodo di socializzazione

Nei mammiferi, e quindi anche nel cane, è geneticamente codificato una sorta di timing evolutivo, ovvero un “calendario” che definisce quali esperienze sono necessarie e in quale lasso di tempo. Se una determinata esperienza è fatta prima, essa può risultare troppo “complicata” per essere compresa ed elaborata; se fatta troppo tardi può non essere recepita (discronia). Se determinate esperienze non possono essere fatte (ad esempio perché il cane non può incontrare altri simili) si verificheranno problemi relativi alla privazione o deprivazione della stessa, problemi che implicheranno strascichi e difficoltà di relazione negli anni successivi.

Nel periodo di socializzazione, da quando il cucciolo arriva in famiglia, sono necessarie determinate esperienze fondamentali: la socializzazione sia con i propri simili che con le persone e con l’ambiente di vita, e l’acquisizione di autonomia psicologica dal proprietario, ovvero quel che si chiama distacco, la capacità di allontanarsi, di perlustrare, di acquisire autoefficacia.

Qualora un cucciolo venga tenuto in isolamento o – come accaduto da marzo in poi – fatto uscire solo per brevissimo tempo, senza incontrare altri cani o altre persone, gli sarà impossibile fare quelle esperienze graduali necessarie ad acquisire le dovute conoscenze nel dovuto modo. Il rischio di derive comportamentali è perciò elevato:

1) carenza di socializzazione primaria, ovvero con i propri simili: avremo un cane incapace di relazionarsi correttamente con gli altri, magari spaventato da essi, che arriverà quindi all’età puberale con notevoli carenze di carattere comunicativo e sociale;

2) carenza di socializzazione secondaria, ovvero con le persone: i cani sono incapaci di generalizzare. Non basta loro familiarizzare con i componenti umani del proprio nucleo familiare. Hanno bisogno, in questo periodo della loro vita, di fare più esperienze possibili, conoscere varie tipologie di persone, avvicinare bambini, ed imparare le regole di convivenza che il vivere in ambiente urbano impone. Avremo quindi un individuo con grosse carenze dal punto di vista della socialità, che magari ha paura dei bambini, o di determinate categorie di persone, e con queste paure arriverà all’età puberale;

3) carenza di socializzazione ambientale: in questo periodo il cucciolo impara, gradualmente, a conoscere il mondo che lo circonda. I rumori, le auto, le biciclette, e tutto quello che costituisce il panorama di una città, deve essere conosciuto ed introiettato, lentamente e dolcemente, con criterio e metodo, pena avere un cane spaventato da tutto, diffidente, fino a derive ansiose e fobiche.

4) impreparazione al distacco: è proprio in questo periodo che si deve lavorare per favorire nel cucciolo la maturazione emotiva e intellettiva necessaria a diventare indipendente dal proprietario, riuscire a stare da solo in casa, essere pronto per entrare nel mondo degli adulti. Se però i proprietari sono anch’essi sempre in casa, e non hanno le conoscenze metodologiche per lavorare su questo aspetto, avremo un cane che, nel momento in cui la vita tornerà alla normalità e le persone ai loro lavori, sarà vittima di stress da separazione qualora resterà solo, con tutto quello che ne consegue (malessere fisico e psicologico, vocalizzazioni continue, deiezioni, distruzione dell’ambiente domestico). Se, al contrario, i proprietari continuano a lavorare ma non hanno la possibilità di avvalersi dell’aiuto di un professionista (come sta accadendo ora), il cucciolo, totalmente impreparato, vivrà con estrema ansia le lunghe ore di solitudine.

Vivere l’età evolutiva in lockdown: i rischi nel periodo puberale

Quello puberale è un periodo alquanto difficile. Iniziano gli scompensi ormonali, si cerca di ritagliarsi un ruolo, emergono le caratteristiche di razza, accresce l’inquietudine e la voglia di emancipazione. Il cane ubbidisce meno, possono verificarsi episodi di scorretto posizionamento sociale, causati da errori commessi nei mesi precedenti (il cane si sente investito del ruolo di coordinatore, ad esempio), o episodi di antagonismo nei confronti del proprietario. 

Qualora, in questo periodo, cane e proprietario vengono lasciati soli e limitati nei loro spostamenti e socialità, le problematiche possono essere molteplici:

1) uno scorretto posizionamento sociale del cane può significare un cane che si erge a protettore del proprietario, arrivando ad atteggiamenti aggressivi nei confronti degli estranei, oppure a tendenze di controllo all’interno del nucleo familiare, fino ad arrivare a comportamenti di minaccia;

2) un incremento della centrifugazione (il cane è proiettato verso il mondo, e non ascolta più il proprietario), quindi un cane sempre più ingestibile nella vita quotidiana

3) la sospensione delle attività di socializzazione tra simili proprio in questo momento può generare un acuirsi dei conflitti intraspecifici

4) il rifiuto delle regole sociali tipico di questo periodo può generare gravi problemi nella gestione del cane

La funzione indispensabile dell’educatore cinofilo

La funzione dell’educatore cinofilo è quella di accompagnare il binomio cane / proprietario durante tutto il periodo evolutivo, dando gli strumenti per conoscersi reciprocamente, per comunicare correttamente, e al proprietario le conoscenze necessarie per accompagnare il cucciolo nel delicato periodo della crescita, della socializzazione e del suo camminare verso l’età adulta, al fine di costruire un rapporto basato sull’intesa e sulla collaborazione.

In periodi come quello che stiamo vivendo, ove sono necessarie se non indispensabili misure di distanziamento e di confinamento all’interno delle proprie abitazioni, l’educatore diviene figura indispensabile. Cani e proprietari hanno bisogno di strumenti per minimizzare i disagi dovuti alla limitata mobilità e socializzazione, per sapere come lavorare per evitare danni futuri a livello comportamentale, un supporto nei momenti di difficoltà. Lasciare a loro stesse le famiglie in una età del cane così delicata come quella evolutiva, senza avere le giuste competenze, può avere conseguenze anche gravi sullo sviluppo del cane, minando la tranquillità familiare, l’intesa e – nei casi più gravi – addirittura la convivenza.

Gli educatori d’altro canto possono lavorare all’aperto, mantenendo abbondantemente le distanze necessarie ed utilizzando tutti i dispositivi utili a contenere il contagio. 

Il nostro lavoro è tra quelli che si possono considerare a rischio zero, ma il contributo che possiamo dare ad alleviare le problematiche di periodi come questo è insostituibile.

Dott. Maria Cristina Polzonetti

Educatore Cinofilo Siua / FICSS

Istruttore Dog Explorer II Livello FISC

Dogsportal Redazione

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