Il mostro della laguna nera

ll nostro parco cittadino preferito è enorme. Ottantatre ettari di terreno variegato dove lo spazio per passeggiate a sei zampe è davvero abbondante. Al suo interno c’è anche l’area cani più grande della città, quasi tredicimila metri quadrati, roba che se uno fa attenzione, gli altri cani volendo riesce a non incrociarli nemmeno.

Foto di Silvia Masoero

 

Tanto spazio a disposizione è una vera fortuna…

 

… perché se hai bisogno di lasciare un po’ il cane libero, uno spazio isolato e sicuro dove non dare o ricevere fastidio, stai certo che lo trovi. Soprattutto se non è un assolato weekend d’agosto ma una fredda e umida domenica di febbraio, e c’è il derby in tivù.

Ora. Con tutti questi chilometri di prati, boschetti e angoli tranquilli, dove hanno deciso di mettersi a giocare i padroni del piccolo Flash, pallotta di pelo libera ed euforica di circa tre mesi? Proprio di fianco alla Laguna Nera. Trattasi di appellativo affettuoso per uno stagno non recintato, invero assai scenografico, ma con più fango che acqua e sicuramente abitato da specie mutanti degne di X-files e da batteri sconosciuti che forse è meglio rimangano tali. Un posto da evitare come la peste se hai un cucciolo esuberante con una spiccata predisposizione per la carriera di esploratore. Invece no.

Foto di Silvia Masoero

Tutt’intorno chilometri di innocuo prato deserto e loro piazzati proprio lì, letteralmente ad un passo da una giornata di melma.

 

Camminando sulla collinetta sovrastante lo stagno osserviamo due intensi minuti nella vita di Flash.

I padroni tiracchiano qua e là un fresbee grosso quanto lui. Flash non sa cosa farsene. Lui zompetta, corre e sgroppa come un puledrino felice, assaggia erba terra fango alghe cacche di cavallo carapaci di tartaruga e roba non identificata, rotolando come un panda verso l’acquitrino. I padroni cercano di richiamarlo con urla a casaccio, lo acchiappano, lo riperdono, riurlano ancora più a caso. Poi, il colpo di genio: gli agitano il fresbee di fronte a mo’ di ciabatta della mamma, gridando “Flash! Basta! Guai a teee!”. E lì Flash ha la conferma dei suoi sospetti: ‘sto coso di plastica fa proprio schifo, meglio darsela a gambe. E si fionda veloce come il suo nome nel posto più figo del mondo: la Grande Melma.

Da palla di morbido pelo a Mostro della Laguna Nera in due secondi netti.

 

Ne riemerge così lurido che i ruoli si ribaltano: i padroni urlanti si danno alla fuga, inseguiti dalla palla di fango più allegra del mondo.

Mentre il trio sparisce in lontananza, riprendiamo la passeggiata sperando con tutto il cuore che Flash goda di una salute di ferro. Bonnie, per nulla colpita, ci guarda con l’aria sostenuta di chi pensa “Son ragazzate…”. Quanta saggezza. La verità è che nel fango non si nuota poi tanto bene, altrimenti era già lì a tuffarsi insieme al fulmine ribelle.

 

 

 


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Silvia Masoero

Silvia Masoero è la fortunata padrona di Bonnie, meticcia di 5 anni che va pazza per i boschi, i merli, il mare e l’agility. Appassionata di cani da trent’anni, si è avvicinata all’agility negli anni ’90 insieme alla sua piccola epagneul breton. Nei primi anni 2000, purtroppo, è stata ibernata e oggi si sta ancora riprendendo dallo shock del risveglio

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