Quando il tuo allenamento di canicross diventa una mud race

Ti sei mai fatto un bel fango in corsa? 

Di Camilla Bottin

Se avete corso almeno una volta con il vostro cane su percorsi fangosi e sotto una pioggia torrenziale questo è l’articolo che fa per voi!

Vi ricordate la citazione di Prévert?

Quella del cane coperto di fango che va fatto entrare, perché si può lavare (con sottofondo di urla di mamme e nonne armate di scopa), a differenza di chi invece non ama né il cane né il fango? 

Alla prima pioggia i regni di noi corridori a sei zampe – campi, argini, colline, monti – diventano dei pantani dove il fango è il sovrano assoluto.

Un guazzabuglio di perdizione, che fa prosperare l’industria dei detersivi. 

Il runner, quello senza cane, vi vede uscire dalla tundra in un assetto che nemmeno chi andava a sparare ai vietcong (!) – foglie tra i capelli, scarpe pesanti con tacco di fango alla Bratz, didietro a strisce per le continue scivolate, cane stra-onto – e vi guarda con due occhi così, lui che appena piove se ne va bello comodo sulla ciclabile di asfalto. 

“Ma dove se ne va questa”

intuisco l’interrogativo sul suo volto. Lo capisco, ma vuoi mettere perdere tutti quei rituali post-allenamento?

Bussare alla porta di casa, sperando che vi facciano entrare. L’urlo di routine di chi apre. L’appallottolare della massa informe di vestiti e scarpe bagnate dentro una busta di plastica. La lotta per spingere il cane in vasca. La scrollata subito dopo il bagnetto che vi lava da capo a piedi. La puzza di cane bagnato. 

Eppure, non c’è niente da fare.

Il giorno dopo ci ricaschi ancora e anche quello dopo ancora. Perché uscire a correre insieme è così bello che non ci fai nemmeno più caso al fango e alla pioggia.

Anzi all’inizio brontoli, ma poi ti diverti da matti

Ma attenzione!

Mentre la routine di noi padroni è uguale (corri – impreca – pulisci – impreca ancora), non tutti i quattro zampe hanno lo stesso approccio al fango e alla pioggia.

Ecco, ora vi forniamo quattro ritratti esaustivi, vediamo se riconoscete la vostra metà del binomio: 

  • il cinghiale 

È il cane che esce con qualsiasi meteo. Più il trail si fa difficile e scivoloso, più spinge (soprattutto in curva!) aumentando il rischio esponenziale che l’umano vada a sbattere contro un albero. Sente che la sua appendice a due piedi non ha il controllo sul terreno, con le scarpe che vagano senza presa e se la ride sotto i baffi. “Umano, io ho più stabilità di te a 4 zampe, vediamo se riesci a starmi dietro!”. C’è quella benedetta linea che li lega e l’effetto è lo stesso di una tavola da kitesurf e il suo aquilone. Un’esperienza solo per chi ha NERVI SALDI (e assicurazione contro gli infortuni).  

  • la fighetta


È il quattro zampe che appena vede una goccia di pioggia non uscirebbe più dalla cuccia. “Andiamo bello” ed ecco che ti mostra la pancia. Bisogna proprio? Alla fine viene, ma controvoglia. Per tutta la durata della corsa se ne va al trotto moderato con un’espressione schifata. Roba per plebe. L’umano se ne torna a casa convinto di avergli fatto violenza e si sente pure in colpa. Ma alla fine il cane la leccatina al padrone la concede… sì dai, non è stato così brutto. 

  • il serpente

Il serpente è una via di mezzo tra il cinghiale e la fighetta. Ama uscire ma allo stesso tempo non ama sporcarsi perché sa che poi a casa lo attende la tortura del bagnetto. La sua caratteristica è una corsa a zig-zag tra le pozzanghere, ma con scarto all’ultimo che prontamente l’umano ci infila il piede (e impreca). Se si è in gara, nulla da fare: minimo 5 secondi per fare il walk-around della pozzanghera. Per chi ama i tour intorno ai laghi. 

  • il monnezza


Questo è il cane che adora sporcarsi. Appena vede una pozzanghera ci si butta a capofitto e della corsa non gliene frega più una cippa. Prima di ripartire, deve essersi rotolato riempiendo qualsiasi anfratto di pelo con la melma. Il padrone è già disperato all’idea che NEMMENO PERLANA potrà fare miracoli. Solo per chi ama pulire. 

Ora che avrai di sicuro ritrovato il tuo peloso e rivissuto queste simpatiche esperienze, ricordati che gli allenamenti del Cerbero Team – Racing dogs si fanno con qualsiasi tempo. La canna dell’acqua la offriamo noi! 

Dogsportal Redazione

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