Allena(le)menti, superare le difficoltá mentali, anche per il nostro cane.

Di Teresa Maiullari

È sabato, inizia il weekend di gara di agility e sale l’adrenalina…

gli allenamenti sono andati piuttosto bene e quindi tutti sono pronti e carichi per dare inizio allo spettacolo.

Siamo a bordo campo, il giudice ha finito di montare il giro di agility e già cominciano ad echeggiare nell’aria frasi come “oddio che ansia”…”quel passaggio è impossibile”…”non ce la farò mai”.

Siamo con Pasquale Caramia, direttore tecnico del centro cinofilo Cinofollia nonché istruttore di Agility con a seguito una squadra “agonista” di agilitisti che sono sovente impegnati in gare di diversi livelli.

Marco Amendolagine convocato per la nazionale che sta affrontando il Wac2018

Pasquale di recente ha concluso un percorso come Mental Coach presso la scuola “Master Coach Italia”

Gli abbiamo chiesto il perché di questo percorso formativo.

Oltre ad un discorso di crescita personale, l’obiettivo primario è stato quello di aiutare gli allievi a superare le difficoltà “mentali” durante le prestazioni. Non è sufficiente allenare il cane o lavorare il singolo gesto atletico, bisogna anche allenare la mente in egual misura.

Pasquale continua dicendo che ognuno di noi ha un potenziale espresso che va dal 1 al 10% e in situazioni come le gare in cui l’ansia da prestazione prevale, questo (il potenziale) si riduce al minimo.

In questo contesto le reazioni di ciascuno di noi variano, c’è chi subisce la pressione degli spettatori, chi ha delle forti aspettative, chi la convinzione di non farcela…etc.

I risultati positivi sono influenzati da azioni e comportamenti che a loro volta sono influenzati da un atteggiamento mentale positivo che sviluppa il potenziale.

In situazione gara, L’ atleta deve imparare a gestire il proprio stato d’animo, in modo da poter esprimere al meglio il proprio potenziale e a raggiungere risultati eccellenti…

in queste situazioni chi rischia di farne le spese è il nostro fido compagno di giochi che sente le nostre frustrazioni, le nostre ansie e rischia di patire il momento gara.

È in questo contesto che si inserisce il coaching che insegna a gestire l’atteggiamento mentale rendendolo potenziante, lavorando sulla motivazione e sullo stato emozionale e dunque gestione della fisiologia, del focus e del linguaggio interno attraverso diverse tecniche che servono a scardinare credenze limitanti, insegnino a

rilassarsi e a rimanere concentrati accettando l’ansia come alleata e non come nemica.

Quindi il coach è l’allenatore della mente dell’atleta che l’aiuterà a raggiungere degli obiettivi precisi proprio come fa il preparatore atletico per aumentare le prestazioni fisiche del binomio.

Diceva Ted Tunner “La mente è un muscolo” è come tale va allenata:

quindi…

ALLENATELA!!!

Buona preparazione e al prossimo articolo, qui su Dogsportal.it


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