Correzioni.. queste conosciute!

Ebbene sì questo titolo cade proprio a fagiolo, dopo lo scorso articolo “motivazione questa (s)conosciuta”, perché se di persone che hanno parecchie lacune riguardo l’argomento motivazione ne incontro molte, altrettanti sono i conduttori che potrebbero scrivere un’enciclopedia sull’argomento:” come correggere un cane”

Come istruttore e frequentatrice di svariati campi di obedience, Ipo, ricerca, agility, ecc…

Ho raccolto una serie di perle a riguardo negli anni:”metti un strangolo e strattona il cane per tenerlo vicino in condotta”, “usa un tele (= collare elettrico) per far sedere il cane più veloce”, “se non lascia schiaccia la lingua del cane”, “se ha paura dagli due calci che impara ad avere più paura di te”

… E potrei continuare..

Prima di tutto chiarisco un concetto: per fare sport, soprattutto quando si arriva a certi livelli, la correzione è necessaria e parte integrante dell’apprendimento!
Io sono una grande sostenitrice del “sbagliando si impara”; far commettere errori al proprio cane e correggerli ci permette di fargli capire nel minimo dettaglio cosa ci piace e cosa no, ci consente di insegnargli a reggere lo stress che inevitabilmente un percorso agonistico porterà, si renderà il cane più forte, veloce e sicuro.

Ovviamente se si sa davvero cosa e come si sta correggendo.

 Alle persone che lavorano con me riporto sempre questo esempio:
immaginate che per strada uno sconosciuto, mentre voi state svolgendo una qualche attività, arrivi e inizi a criticarvi o peggio a insultarvi o peggio a prendervi a sberle, ecc quale sarebbe la vostra reazione?
Probabilmente una persona timida scapperebbe spaventata, un’altra inviterebbe lo sconosciuto a farsi una paccata di fatti suoi, un’altra ancora risponderebbe con un pugno, ecc.
Ora immaginate la stessa scena, ma la persona che vi sta criticando, anche duramente, è il vostro migliore amico, un genitore, un fratello…  la vostra reazione sarebbe totalmente diversa!
Magari discutereste comunque, ma ciò che viene messo sul piatto non è il rapporto ma semplicemente quel particolare episodio.
Mi seguite?
Torniamo quindi al nostro cane (che tra l’altro non ha nemmeno un cervello tanto evoluto da poter poi fare chissà quali ragionamenti)

Seguendo il filo logico del discorso appena fatto, NON correggo:

1. un cucciolo (nella vita raramente, ma soprattutto mai nello sport) perché come detto sopra un cucciolo con cui vivo da pochi mesi non può avere con me il rapporto di un cane di due, tre, quattro,ecc anni
2. un cane che non ha sufficiente esperienza di quale sia la cosa giusta da fare (cucciolo o adulto che sia), che non conosce davvero bene la via d’uscita
3. un cane con media o bassa motivazione su gioco, cibo, lavoro
4. non faccio correggere un cane che ha un proprietario non credibile, non super bravo a riaprire, inesperto. In ogni caso io personalmente non correggo i cani degli altri e, assolutamente, nessuno può permettersi di correggere i miei.
È molto importante che la correzione arrivi dal proprietario.
Non solo quando mi capita di lavorare in contemporanea con qualcuno, se l’altra persona necessità di intervenire correggendo voglio essere avvisata in modo da tutelare il mio cane in base alle sue esigenze.

Ma cosa si intende per correzione?

Spesso in cinofilia si usa anche l’espressione “mettere pressione” come sinonimo; correzione è un segnale di errore, una parola che indica al cane che quello che sta facendo non lo porterà a prendere il premio o salendo come livello dei tipi di pressione può essere lo sguardo, il tono di voce, la postura, un intervento fisico come una sberla, un calcio, prendere il cane per la collottola, ecc., o l’utilizzo di strumenti vari ed eventuali (collari, bacchette, ecc.)

Più il livello di pressione sale più si aumenta il rischio di chiudere, creare conflitti, demotivare il cane al lavoro, avere un cane che ha paura di sbagliare e quindi di provare (che per me è la peggior cosa)

Premessa la mia contrarietà a punizioni fisiche e strumentali, credo valga la pena di approfondire quanto detto in precedenza.
Secondo me le cose importanti da considerare quando si corregge sono:
A) essere sicuri di avere la capacità e gli strumenti per riaprire immediatamente Se siete delle chiaviche nel rinforzo sociale e nel giocare col vostro cane, state lontani dalle correzioni finché non avrete sviluppato delle abilità fantasmagoriche a riguardo
B) il cane deve essere motivato a mille sui rinforzi, sul lavoro e avere un bel rapporto col proprietario: se correggo un cane carente su questi punti spiegatemi come pensate mai di poterlo poi riaprire nel caso si chiudesse.
C) avere lettura del cane. Il che implica: riconoscerne il carattere, temperamento, livello di addestramento per sapere se il soggetto sia pronto o meno ad essere messo in difficoltà e quindi a sbagliare è ad essere corretto
D) aver fatto fare un sufficiente numero di ripetizione dove il cane è uscito vincente e premiato. Quando dico un certo non intendo 10, ma mesi di lavoro in modo da essere sicuri che il cane sappia cosa deve fare e arrivi con gradualità a essere messo in difficoltà e poi velocemente alla soluzione nel momento dello sbaglio.
E ) Dare tempo al cucciolo di crescere e maturare: la pressione che può reggere un adulto non è la stessa che può reggere un cane giovane; più il cane cresce più, se si lavora bene, aumenta il rapporto, la motivazione nei rinforzi, nel lavoro e quindi la possibilità di correggere senza chiudere e perdere gioia, spinta e passione del cane a lavorare.
Questo non significa assolutamente che il cucciolo vada lasciato allo stato brado e senza regole, anzi! Un cane che cresce con regole sarà sicuramente un adulto più sereno ed equilibrato ed è un aspetto fondamentale della vita e dello Sport.
Il punto è come si istituiscono queste regole e come le si fanno rispettare (ma non è questo il momento per parlarne o questo articolo non finisce più!!)
In questi anni ho conosciuto sportivi, ad esempio in ipo che possono essere anche piuttosto duri con i propri cani, ma che hanno grandi capacità di riapertura: il risultato, a prescindere da quella che può essere un’idea o etica personale, sono cani molto motivati al lavoro e sereni, spesso più di quelli di persone che leggono stress dietro ogni filo d’erba o che tengono il cane sotto una campana di vetro. Ho visto anche, purtroppo, molti conduttori che imitano o credono di essere in grado di padroneggiare le correzioni fare dei gran disastri e rompere i cani. Penso che il più grande fallimento di un handler sia quello di avere un cane demotivato peggio che ha paura del proprio conduttore, invece di un cane che non vede l’ora di entrare in campo.

Sicuramente sull’argomento si potrebbe scrivere un libro ho voluto dare una mia visione il più possibile stringata e generale che spero possa essere utile a chi mi sta leggendo..

 

Al prossimo articolo qui, su Dogsportal.it


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Anna Scelsa

Pratico per anni equitazione seguendo la Scuola della Leggerezza di Philippe Karl (metodo etologico): i cani sono da sempre presenti in casa mia. Frequento un corso di educazione di base con Daniele Bertino all’età di 11 anni con il mio cane di allora, Kira, un incrocio pastore belga – collie. Li avviene il mio primo incontro con la razza Border Collie… Anni dopo arriva Nina (Gingerbell Y Ahora Que) con cui pratico l’obedience arrivando a gareggiare in classe 3. Nel 2017 partecipo con Nina al Campionato del Mondo di Obedience classificandoci prime di giornata e quarte in finale!! Anche quest'anno siamo state selezionate per rappresentare l'Italia ai WCH 2018. Vivo con altri 4 border collie: Adelina "Gingerbell Invidia" (obedience classe 2), Moss "Shep world fields of gold at gingerbell" con cui pratico sheepdog, Lyn "Gingerbell for us in DK" in preparazione per obedience e agility e Summy "Gingerbell Midsummer" madre di Nina e di proprietà della mia grande amica Valeria, ora scomparsa. La preparazione dei miei cani in Obedience è stata seguita in gran parte da Valeria Maranò (senza la quale non sarei dove sono ora), con il supporto tecnico di Anna Maria Cini e Carlo Colafranceschi. Negli ultimi due anni ho sposato la filosofia di addestramento di Christa Enqvist (Finlandia) che mi ha condotto ai recenti risultati E’ stata per me molto importante anche l’influenza di Elisabetta Riccardi Candiani, titolare dell’allevamento Gingerbell, e dell’amico Mirko Barrera. Pratico agility con Arianna Capitale e non avrei potuto trovare istruttrice migliore! Sono seguita in sheepdog dalla mitica Alessandra Ottino. Insegno obedience.. Come dicono alcuni miei allievi "perché tu prendi anche quelli come noi" (riferendosi a cani di razze particolari o non molto performanti).. Adoro lavorare i binomio a cui pochi darebbero credito e vedere come il lavoro e l'amore per il proprio cane portino dei meravigliosi risultati...

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