Escursioni con il cane durante la stagione invernale.

Di Camilla Pellegrini

E’ arrivato l’autunno, le temperature si sono abbassate ed è sicuramente piacevole concedersi camminate ed escursioni tra prati e boschi in compagnia dei nostri cani.

Tuttavia è importante adottare alcuni accorgimenti, perché nonostante per loro sia un piacere stare in nostra compagnia e ci seguano fiduciosi, è nostra responsabilità il loro benessere e fare in modo che l’uscita lasci ricordi e sensazioni piacevoli.

Iniziamo con il programmare l’uscita. E’ importante scegliere il tipo di escursione/camminata (difficoltà, durata, etc) sulla base della preparazione fisica del binomio, adattandola all’elemento “debole” della coppia. E’ chiaro che se il mio cane passa la maggior parte dell’anno sul divano, a fare brevi passeggiate, non lo porterò alla ciaspolata di gruppo organizzata in alta montagna, magari per 3 o 4 ore. In quel caso lo lascerò a casa e lo abituerò in modo graduale all’attività fisica. 

Quale attrezzatura utilizzare? Solitamente consiglio cintura per il conduttore (ne esistono differenti in commercio, io personalmente preferisco quelle che agiscono sulla zona lombare anziché in vita), un guinzaglio ammortizzato (chiamato “linea” in gergo) e una pettorina ad H o imbrago (tipo sleddog) per il cane.

Cintura canicross, linea ammortizzata e pettorina Running o imbrago di Neewa sono consigliatissimi.

Perché questa attrezzatura? 

Per il conduttore avere le mani libere è senza dubbio un vantaggio, specie se le escursioni sono impegnative. Inoltre questa attività, se ben fatta, con il cane davanti a voi, può diventare una bella pratica sportiva, che vi permetterà di fare in totale sicurezza molte camminate.

E se invece voglio slegare il cane? E’ importante ricordare in questo caso alcuni aspetti:

  1. Un cane può essere liberato in ambiente naturale solo se ha un buon richiamo e non si allontana troppo da voi, specie in alta montagna. Cani con un istinto predatorio molto alto, che inseguono il selvatico sono un pericolo per loro stessi, per la fauna locale e, in alcuni casi anche per voi. Un cane che si allontana da voi per inseguire un cinghiale ad esempio, potrebbe finire in una zona da cui difficilmente riesce a tornare e solo l’intervento dei soccorritori riuscirebbe a risolvere la situazione. Oppure potrebbe venire aggredito e, nella migliore delle ipotesi, ferito; o potrebbe, se inseguito, venire a cercare protezione da voi e un cinghiale che vi carica non è una bella esperienza.
  2. Spesso i sentieri sono frequentati nel week end da persone e altri cani. Nel rispetto di tutti quando si incontrano altri escursionisti è bene tenere legato il proprio cane. 
  3. Su molti sentieri è vietato liberare i cani.

Per quanto riguarda il cane sicuramente mi sento di escludere il collare, che può essere sicuramente usato per la passeggiata quotidiana o altre attività cinofile, ma in questo caso, essendo in ambiente naturale, il cane è portato ad annusare, magari tirando un po’, e la pettorina ad H ha due vantaggi rispetto ad altre tipologie di pettorine e al collare: lasciare le scapole libere di muoversi, lasciare le vie aeree libere, cose da non sottovalutare quando il cane compie uno sforzo. Se poi il vostro cane tira particolarmente, l’imbrago tipo sledodg è ideale, perché lascia anche la gabbia toracica libera di espandersi durante lo sforzo. Il collare, munito di targhetta identificativa, è bene comunque metterlo al cane (Il collare gommato della linea Convenience di Hunter è comodissimo: facile da pulire e asciugare, in colori fluo ad alta visibilità). 

L’attrezzatura per le escursioni durante la stagione fredda

Anche in questo caso è importante conoscere i limiti fisici del proprio cane ed evitare escursioni “estreme”: cani di medio/piccola taglia, a pelo raso e senza sottopelo magari non portiamoli in mezzo a 1 metro di neve, con temperature sotto zero, a meno che non stiano all’interno di uno zaino.

Partiamo dalla cura dei polpastrelli: in caso di neve, ma anche terreno bagnato e accidentato, è bene applicare, prima della partenza, una pomata protettiva dei cuscinetti e degli spazi interdigitali. Dipende poi dal grado di delicatezza, che varia da razza a razza e da soggetto a soggetto. Personalmente al mio cane la metto non solo in presenza di neve, ma anche in caso di lunghe uscite su terreno bagnato in inverno, viste le basse temperature e la delicatezza dei polpastrelli, stare con le zampe al freddo per qualche ora può essere un problema. In commercio ne esistono di diverse tipologie. Le migliori a mio avviso sono quelle a base di ossido di zinco, vasellina e oli emollienti di vario genere. Evitate la vasellina pura, che solidifica col freddo: questo perché la pomata deve essere applicata anche durante l’escursione, per mantenere lo strato protettivo intatto. 

Utilizzo dei booties: le scarpette da neve vanno applicate in caso di ghiaccio, per evitare abrasioni e sanguinamenti, oppure quando si formano quegli accumuli di neve sotto le zampe. Ovviamente il cane deve essere abituato gradualmente a questo accessorio, altrimenti sarebbe come se voi affrontaste una lunga camminata con scarpe nuove. Di conseguenza se avete in programma un’escursione sulla neve abituate qualche tempo prima il cane a muoversi con indosso i booties. In commercio ne esistono diverse tipologie: io preferisco quelli privi di suola gommata (Neewa), che a mio parere danno scarsa sensibilità al cane. Una volta a casa ricordate di pulire le zampe, controllare che sia tutto a posto e poi applicare una pomata emolliente specifica per i polpastrelli: io utilizzo ProPad, abbastanza liquida che si assorbe velocemente.

Cappotti&Co: l’utilizzo di capi di vario genere dipende dal cane, dalla tipologia di escursione e dal luogo ovviamente. L’importante è utilizzare un abbigliamento in tessuto tecnico, caldo e, in caso di neve, impermeabile. Sicuramente i cani a pelo raso e privi di sottopelo vanno adeguatamente protetti, senza dimenticare però che durante l’escursione devono indossare qualcosa che garantisca loro libertà di movimento (i Fleece Top  e i Softshell di Dog Gear ideati per levrieri che però si adattano molto bene ai cani da caccia, la ChillStopper e i gilet termici di Hurtta, il cappotto Neewa, comodissimo perché ha il sottopancia removibile). Se poi il freddo è particolarmente intenso anche cani a pelo lungo possono averne bisogno.

Alcuni cani poi hanno un ulteriore problema in caso di neve: la formazione di palle di neve attaccate al pelo, che possono sicuramente creare disagio, fastidio e dolore. Dipende dalla razza e dalla tipologia di pelo. Mi è capitato con una Australian di un cliente. Abbiamo risolto con l’utilizzo di una tuta (la Slush Combat di Hurtta, oggi sostituita dalla DownPour Suit) che offre anche protezione dalle raffiche di vento una volta in vetta.

Un consiglio ulteriore che vi do è di portare nello zaino in caso di neve (o pioggia in inverno) una salvietta, in microfibra che occupa poco spazio, per asciugare il cane nel caso vi fermiate un po’ in rifugio, dove dopo averlo asciugato potrete coprirlo, nel caso lo vediate tremare.

Portare sempre dell’acqua con voi!

Al termine dell’escursione: in auto tenete una salvietta per asciugare il cane, copritelo con un capo tecnico che lo mantenga caldo: ne esistono di diverse tipologie. Sono capi realizzati in materiali specifici che mantengono il calore corporeo (come la Extreme Warmer di Hurtta). Sul fondo del kennel potrete mettere un tappetino caldo, che assorba l’umidità (il VetBed).

Ecco, direi che ora siete pronti per godervi una giornata invernale a spasso col vostro cane! Spero di non aver dimenticato nulla!

Dogsportal Redazione

Il portale italiano su cani, sport & società. info@dogsportal.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *