La vendita dei cani su internet, un enorme problema da risolvere

Nota: per motivi di privacy, i nomi dei protagonisti, incluso il nome del cane, sono inventati.

La storia di Luke: comprato su internet.

Questa è la storia di Luke, un meticcio, incrocio tra pinscher e volpino di quasi tre anni, e dei suoi umani, che chiamerò Clara e Enzo. L’esperienza di Luke è come quella di tanti altri cani provenienti da cucciolate non programmate e fatte a casaccio, frutto sia dell’ignoranza, che del totale menefreghismo di una parte dell’umanità nei confronti degli animali. 

“Pronto, sono Clara. Il mio cane è aggressivo, ringhia e morde tutti, cani, estranei, bambini e persino noi.” 

Queste le parole quando ci siamo sentite per la prima volta al telefono con Clara. Dopo aver approfondito alcuni aspetti, ho chiesto di poter incontrare lei, Enzo il suo compagno e naturalmente Luke, il cane di famiglia. 

Acquistato su internet consegnato in un pacco.

Mi sono fatta raccontare di come ne erano venuti in possesso tramite un sito internet in risposta ad un annuncio di vendita e in quali condizioni di salute pessimi gli venne consegnato: chiuso in un cartone, con i baffi bruciacchiati e cicatrici sul corpo.

All’epoca aveva solo quattro mesi e una prima infanzia di cui non si sa nulla se non che uno dei genitori fosse stato spacciato per cane di razza “puro” e l’altro probabilmente meticcio o simil qualcosa.

Come se ciò non bastasse, di recente a Luke è stata diagnosticata anche la displasia all’anca. 

La mia non è un’accusa nei confronti dei proprietari che, nella convinzione di agire in buona fede, sono diventati vittime di un inganno di cattivo gusto, ai quali sono stati persino estorti dei soldi per un cane maltrattato e in condizioni di salute precari. Dopo aver visto Luke, non se la sentivano di lasciarlo tra le mani di quei ciarlatani.

La rabbia non risolve nulla, la cultura e le conoscenze invece sono una delle componenti indispensabili perché si possa iniziare a spazzare via almeno l’ignoranza.

Ad entrambi va perciò la mia stima, per non aver abbandonato Luke nonostante manifestasse quasi da subito tutte le conseguenze riconducibili ai traumi subiti e che loro speravano di poter curare riversando su quel cucciolo tutte le loro attenzioni e l’amore possibili, finendo presto per essere loro asserviti a quel cucciolo che li aveva fatti impietosire e innamorare, senza però insegnarli che esistono delle regole per poter vivere in mezzo agli umani e perciò peggiorando la situazione. 

In casa il cane è possessivo di tutto, giochi, spazi e persino di Clara che non può essere avvicinata dal suo compagno, senza che il cane gli ringhi contro. Le visite dal veterinario sono un vero e proprio incubo. Ho proposto un primo incontro in un luogo neutro, non ritenendo opportuno invadere quello che il cane ormai ritenesse di suo indiscusso dominio.

Probabilmente non mi avrebbe consentito di tentare un primo approccio “amichevole”. 

Devo dire che con mio grande sollievo, il primo incontro si è svolto in tutta tranquillità e tutte le mie preoccupazioni sono svanite nel vedere quel cagnolino un poco timoroso, ma non come me l’ero dipinto in seguito alle descrizioni della proprietaria.Luke non si è mostrato reattivo nei miei confronti e anzi, a parte un’iniziale e normalissima diffidenza, si è avvicinato incuriosito e si è lasciato persino dare un gustoso bocconcino direttamente dalle mei mani.

 Abbiamo trascorso qualche ora a cercare di mettere insieme il quadro completo della situazione ed era evidente che l’erronea gestione di Luke tra le quattro mura di casa fosse parte della causa, in aggiunta agli altri suoi traumi e acciacchi. Nel frattempo osservavo e “leggevo” attentamente Luke, come si relazionava lui ai suoi umani, all’ambiente circostante, ad eventuali passanti e altri cani e di come i suoi umani interagivano con lui e rispondevano a loro volta alle sue reazioni. Ho visto un cane molto comunicativo, a modo suo, sì vigile e diffidente, ma con anche un desiderio di esplorare molto acuto, sufficiente grado di socialità e docilità che ci permetterà con interventi mirati a dare una svolta a questa situazione. 

Ci toccherà apportare significative modifiche nella gestione delle risorse del cane, il cibo, il gioco, gli spazi e elaboreremo una routine tra passeggiate e momenti di gioco e rilassatezza, in modo da riequilibrare e ristabilire le gerarchie in casa e sollevare Luke da quelle responsabilità che non gli spettano e che è ovvio lui non sappia gestire.

Capire il cane è stata la soluzione

Clara è Enzo sono stati molto fortunati e coraggiosi, si sono dimostrati all’altezza della situazione nel comprendere che, se c’era qualcosa che poteva essere fatto, doveva essere fatto, che non bisognava mollare e che la via più semplice, cioè quella di sbarazzarsi del problema-cane, non sarebbe stata una soluzione, perché nulla avrebbe cancellato l’incapacità di Luke di trovare un posto adatto a lui tra gli umani, neanche il canile o una nuova casa.

Mi hanno contattata per darsi loro per primi una seconda chance, oltre che una seconda possibilità e vita al loro compagno a quattro zampe. Ne sono onorata e spero di essere all’altezza di questo compito. Nonostante se ne discute moltissimo e se ne scrive altrettanto, e ci si litiga ancora di più, molti, ancora troppi, decidono deliberatamente di fregarsene della Legge la quale non ammette fraintendimenti e non ammette ignoranza, una legge che ha una sua ragione di esistere e di essere anche rispettata.

 “Per la legislazione italiana la vendita di cani proposti come “di razza”, senza che questa qualità sia attestata da pedigree, è vietata dal Decreto Legislativo n. 529 del 30 dicembre 1992″Fonte: http://www.enci.it/ A volte sbuffo e penso “Ancora!”, eppure sembra che non se ne parli mai abbastanza e quindi mi unisco al coro, perché è evidente che no, non se ne parla ancora abbastanza, non si fa ancora abbastanza, non si punisce ancora abbastanza: la vendita di cani non di razza è REATO e per cani non di razza sono intesi tutti i meticci, ma anche quei cani che rispettano lo standard di razza, ma privi di pedigree. 

Le adozioni non sono da stigmatizzare, ma sono da stigmatizzare l’ignoranza e la strafottenza nel perseverare a improvvisarsi allevatori o lasciar passare in secondo piano la necessità di sterilizzare e non far accoppiare cani a sbuffo per farne soldi, per giunta in maniera illecita. A Clara è Enzo tutto sommato è andata bene: lavorando concretamente su loro stessi e sull’approccio riservato a Luke, sono certa che tutti ne beneficeranno, anche se Luke non sarà mai completamente guarito dalla sua terribile esperienza vissuta da cucciolo.  


AUTORE

Michaela Vincenza Iannone Addestratore Cinofilo ENCI – Sezione I  Nota: per motivi di privacy, i nomi dei protagonisti, incluso il nome del cane, sono inventati. 

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