L’accoglienza del lupo nella società umana: per capire l’alimentazione del cane oggi.

PANORAMICA SULL’EVOLUZIONE DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE DEI CANIDI, DAL LUPO AL CANE. 

L’accoglienza del lupo nella società umana

Articolo 2 – IL CAMBIAMENTO ALIMENTARE NEL PASSAGGIO DAL LUPO AL PROTO-CANE

Proseguiamo con la rubrica del veterinario nutrizionista, su Dogsportal.it, leggi il primo articolo sul comportamento alimentare del lupo

L’uomo del paleolitico entra in contatto con il lupo grigio, diretto antenato dell’attuale cane.

Nel tempo, molte ipotesi e ricerche si sono susseguite circa le dinamiche di questo incontro, il cui frutto è stato la nascita del “proto-cane”. Potrebbe essere stato il lupo ad avvicinarsi e interessarsi all’uomo, oppure l’uomo potrebbe aver ammirato il lupo grigio e desiderato di assumerne alcune virtù.

Perché vi sia un processo di accoglienza non basta però solo l’interesse reciproco ed il progressivo avvicinamento, deve accadere qualcos’altro: ci deve essere un’adozione. Se accettiamo che nel paleolitico il maschio umano fosse dedito alla caccia e alla perlustrazione del territorio mentre la femmina raccoglieva nell’area adiacente all’accampamento, potremmo ipotizzare che il primo cucciolo di lupo sia stato preso dal maschio e che, una volta portato alla femmina, sia scattato il comportamento materno (impulso epimeletico). In alternativa, meno romanticamente, l’uomo potrebbe aver catturato dei cuccioli di lupo da impiegare come guardiani o aiuto nella caccia.

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Così ha avuto inizio la domesticazione del cane, un fenomeno unico nella storia e capace di fungere da modello per tutti i successivi eventi di domesticazione delle altre specie animali. Il biologo Allman sostiene che la presenza del cane nelle comunità dei Sapiens risalga ad un range temporale a cavallo tra i 50.000 e i 30.000 anni fa e che quest’utile alleanza abbia contribuito all’affermarsi dei Sapiens (i nostri progenitori) sui cugini competitors, i Neandertaliani che si sono per l’appunto estinti. Potremmo affermare, senza commettere grossi errori, che noi uomini moderni non siamo altro che il risultato di questa grandiosa e proficua alleanza tra Sapiens e lupi.

Com’è cambiato il regime alimentare del lupo?

L’avvicinamento alle società umane ha avuto un forte impatto sul regime alimentare del lupo, anche perché è avvenuto in un momento storico ben preciso: all’alba della rivoluzione agricola. 

I villaggi degli uomini semi-stanziali del paleolitico hanno richiamato i lupi, attirati dalla presenza di feci umane e di scarti alimentari.

Seppur i nutrienti presenti nel nuovo paniere alimentare fossero diversi da quello tipici dell’alimentazione ancestrale del lupo, c’era un innegabile vantaggio: il cibo fornito dall’uomo era garantito, mentre le battute di caccia, talvolta improduttive per il branco, potevano apportare risorse alimentari anche ogni 10 giorni (“periodo di carestia”).  

Una nuova nicchia alimentare per il lupo

Durante la convivenza con l’uomo, sempre più stretta, i proto-cani si sono adattati ad un cambiamento alimentare in cui l’apporto di proteine di origine animale non era più così elevato, mentre invece aumentava la componente vegetale.

Come abbiamo visto nell’articolo precedente, se la dieta del lupo era in gran parte costituita da carne, organi e ossa, è pur vero che poteva essere integrata con variabili quantità di vegetali, soprattutto in caso di necessità. Questa flessibilità è stata sicuramente vantaggiosa nel periodo della domesticazione, permettendo al proto-cane di adattarsi ad una dieta che includesse importanti percentuali di carboidrati, forniti dall’uomo.

Gli adattamenti genetici del proto-cane, funzionali alla sua sopravvivenza

Studi scientifici attestano un’importante differenza nel genoma del lupo rispetto a quello del cane domestico. Nei secoli è avvenuta la selezione di alcuni geni con ruoli chiave nella digestione degli amidi, come il gene AMY2B, che codifica per l’amilasi pancreatica, enzima fondamentale per scindere l’amido in oligosaccaridi a livello intestinale. 

Questi adattamenti genetici hanno permesso al proto-cane non solo di sopravvivere ma anche di prosperare all’interno delle società umane e hanno indubbiamente rappresentato uno step cruciale nella domesticazione. 

È interessante notare che adattamenti simili sono avvenuti anche nell’uomo stesso, che infatti in poco tempo è passato da una dieta da cacciatore ad una dieta da coltivatore. Possiamo quindi affermare che, fin dall’inizio, l’evoluzione di cane e uomo è progredita in maniera parallela, legandoli in maniera indissolubile.

Quali caratteristiche ritroviamo nel cane odierno?

Il cane che conosciamo oggi, a causa di questo tipo di evoluzione, è considerabile un “carnivoro modificato” o “carnivoro opportunista”. Dal punto di vista anatomico ha conservato le caratteristiche del carnivoro stretto, pensiamo alla dentatura atta ad afferrare e lacerare prede e allo stomaco di grandi dimensioni, capace di dilatarsi per poter accogliere ingenti quantità di cibo. Dal punto di vista fisiologico e per certi versi anche comportamentale, tuttavia, si è anche avvicinato a certe caratteristiche tipiche delle specie onnivore. 

Approfondiremo il tema del comportamento alimentare del cane odierno nel prossimo articolo, continuate a seguire la nostra rubrica!

Per ulteriori approfondimenti:

Roberto Marchesini – L’identità del cane, storia di un dialogo tra specie, 2017.

Ovodov et al. A 33,000-Year-Old Incipient Dog from the Altai Mountains of Siberia: Evidence of the Earliest Domestication Disrupted by the Last Glacial Maximum. PLoS One. 2011;6(7):e22821. doi: 10.1371/journal.pone.0022821. Epub 2011 Jul 28.

Bosch et al., Dietary nutrient profiles of wild wolves: insights for optimal dog nutrition? British Journal of Nutrition (2015), 113, S40–S54. doi:10.1017/S0007114514002311.

Axelsson et al., The genomic signature of dog domestication reveals adaptation to a starch-rich diet. Nature. 2013 Mar 21;495(7441):360-4. doi: 10.1038/nature11837. Epub 2013 Jan 23.

Bradshaw JWS. The evolutionary basis of the feeding behaviour of domestic dogs (Canis familiaris) and cats (Felis catus). J Nutr. 2006 Jul;136(7 Suppl):1927S-1931S. doi: 10.1093/jn/136.7.1927S.

Hai delle curiosità sull’alimentazione del cane? Proponici degli argomenti scrivendo a info@dogsportal.it

LE AUTRICI DI QUESTA RUBRICA

Dottoressa Monica Burroni
Medico Veterinario nutrizionista e autrice di Dogsportal.it
Dottoressa Diana Vergnano
Medico Veterinario nutrizionista e autrice di Dogsportal.it
DMV, EMNDPFTDMV, Dipl. ECVCN
E-mail: vetmonicaburroni@gmail.comE-mail: d.vergnano@nicetofeedyou.it
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