Una giornata “rilassante” alla Dog Beach con Bonnie

Questo articolo Silvia, lo ha scritto il 24 Agosto e lo ha inviato, pensando che lo avremmo pubblicato il giorno dopo. Scusate per il ritardo. Ma vale la pena leggere la descrizione di una giornata alla Dog Beach della Maso, anche con qualche giorno di distanza…

24 Agosto…spiaggia.

Ieri, colti da un attacco incontenibile di masochismo – dopo essere saggiamente andati in spiaggia con Bonnie alle 7:30 a.i. (ante invasione) – siamo scesi alla dog beach anche alle 17:30 c.i. (corrente invasione). Bei cretini direte voi. Avete assolutamente ragione.

Ma Bonnie ci ha fatto QUELLO SGUARDO portandoci il suo gioco galleggiante, e noi siamo mollicci cuori di burro. 

Sopravvissuti a un’ora nella spiaggia cani più affollata d’Europa, nel giorno che registra più teste di pigna dell’anno, riuscendo a far comunque felice il piccolo cane arancione, posso ora offrirvi qualche ritratto della variegata fauna incontrata. 

1. Gli Indifferenti.

A domanda “quel cane è vostro?” la risposta assonnata e circospetta sarà “Quale?”.
Come se ne avessero dieci.
Perché non lo sanno, dov’è il loro cane.
È tutto il giorno che gira libero pisciando sulle borse, tirando scemi i cani al guinzaglio, provando a pinzare i culi di chi gioca in acqua, scampando alle fauci di cani giustamente incazzati, abbaiando come un ossesso, ma loro no, non se ne sono mica accorti. Loro dormono e si rosolano al sole con più metodo di un hamburger.
Sono lì solo in corpo, lo spirito è già volato in cielo per eccesso di raggi UV.  Richiamati all’ordine, chiamano


“Jaaaaaaaack”

Jack non arriva…

loro si girano e tornano a dormire. Tuttora non si sa come loro e il loro botolo sopravvivano a giornate così ma evidentemente sanno cose che noi non sappiamo. E hanno più culo che anima. 

2. L’Imbarazzato cronico.

Non ha fatto in tempo a posare le borse e togliersi camiciotto e calze che si ritrova a inseguire ovunque il Golden che incautamente ha liberato e non c’è più verso di recuperare per interrompere i suoi entusiastici tentativi di montarsi femmine, maschi, uomini, donne, bambini, ombrelloni e borse frigo.

L’incontenibile cucciolone in piena tempesta ormonale, recuperato grazie ad una task force di bagnanti, ripeterà la performance ogni quarto d’ora con grande profusione di scuse e timidi

“vorrei insegnargli a ubbidire”

perché si sa, non c’è luogo e momento migliore per farlo che una spiaggia con quaranta cani. 

3. I Bulli.

Intesi come pit bull e relativi padroni e solo per sintesi, perché bulli non sono.

Ieri ho contato una ragazza con maschio adulto sportivo iperobbediente, una coppia con cucciolo tutto morbidoso che aaaawwww, un ragazzo palestrato con docile rescue anziano, una famiglia con femmina giovane e decisamente impegnativa.

I cani di razze bulle hanno questo di particolare: uniscono.

Dopo dieci minuti erano tutti riuniti nella stessa area della spiaggia a scambiarsi aneddoti, consigli e pettegolezzi.

Cani tutti al guinzaglio e quieti, tutti poco amanti dell’acqua, tranne la femmina che in un momento di disattenzione ha effettivamente inseguito e quasi affogato Bonnie, ma per perdonabile foga giovanile. Una sola cosa avrei voluto dire a questo piccolo clan di Bulli: non è che quando ne prendi uno ti fanno firmare una clausola che dice che dovrà indossare collari di cuoio o di metallo. Hai presente acqua salata, sole, sabbia, cane che tira, etc? E mettigli un collare morbido o una pettorina su, che il cane è figo uguale.

E comunque, i truzzi sono altri. 

4. Il Truzzo.

Appunto.

Ha una femmina simil pastore tedesco inavvicinabile dagli altri cani e possessiva sul gioco e sul padrone. Di quei cani che vedono solo lui, vivono per lui, respirano per lui, e sono cresciuti senza guinzaglio né collare secondo il mantra

“se ti avvicini è un problema tuo”.

E lo lascia metodicamente libero.

Eh sì perché il cane mica si sposta dai suoi piedi, questo è vero.

Mica attacca se non provocato, altrettanto vero. Basta non oltrepassare il cerchio magico.

Ma siccome il truzzone non ha un cartello sulla testa, prima o poi il cane ignaro capita. E lui aspetta solo quello. È lì apposta. È la versione balneare del temibile testa di minchia da parchetto. Per sua sfortuna l’umano medio e compagno cane non sono poi così scemi, e se frequenti la spiaggia sviluppi un certo radar per i coglionazzi frustrati con povero cane truzzo frustrato, perciò ieri non si è mangiato nessuno. E sono sicura che non si farà più vedere perché si è annoiato a morte, tiè.

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Silvia Masoero

Silvia Masoero è la fortunata padrona di Bonnie, meticcia di 5 anni che va pazza per i boschi, i merli, il mare e l’agility. Appassionata di cani da trent’anni, si è avvicinata all’agility negli anni ’90 insieme alla sua piccola epagneul breton. Nei primi anni 2000, purtroppo, è stata ibernata e oggi si sta ancora riprendendo dallo shock del risveglio

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