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Lupi in Trentino: il “Decreto Ammazza-Lupi”, una scelta crudele e inutile.

Trento, Italia – È sconcertante pensare che, dopo mezzo secolo di tutela, i lupi possano nuovamente essere nel mirino dei cacciatori in Italia. Le associazioni Enpa, Leidaa e Oipa non nascondono la loro profonda preoccupazione e indignazione in seguito alla sentenza del Tar di Trento, che ha respinto la richiesta di sospensione del cosiddetto “decreto ammazza-lupi” promosso dalla Provincia autonoma di Trento.

Con una mossa che sembra ignorare completamente la complessità dell’ecosistema e la funzione cruciale dei lupi al suo interno, il decreto è stato denunciato come non solo “spietato”, ma anche palesemente “inutile”. Le vere soluzioni al problema delle predazioni, come sottolineano con vigore le associazioni, risiedono nelle misure preventive integrate, non nell’indiscriminato abbattimento degli animali.

L’argomento che le misure preventive sono state implementate e si sono rivelate inefficaci, è stato rapidamente smontato. Infatti, nonostante le recinzioni elettrificate esistenti, le indagini dell’etologa Ivana Sandri hanno rivelato che tali barriere erano tutto fuorché inattaccabili. L’efficacia, come sostengono le associazioni, risiede in una strategia combinata e ben ponderata di difesa.

Ma ciò che è ancora più allarmante del decreto è la sua completa mancanza di mira: l’abbattimento indiscriminato di lupi non avrà come target individui specifici responsabili delle predazioni. Come risultato, potrebbero essere colpiti lupi innocenti, exacerbando piuttosto che risolvendo la questione.

Le stesse preoccupazioni sono state espresse da Ispra, che ha evidenziato come l’eliminazione di due lupi non garantirà la cessazione delle predazioni, suggerendo che questa possa essere una soluzione a breve termine a un problema ben più complesso.

Il tono del Tar di Trento ha deluso, ma Enpa, Leidaa e Oipa non si fermeranno. Sono pronte a continuare la loro battaglia legale, con l’attesa per il pronunciamento del 14 settembre. E, in caso di ulteriore rigetto, hanno intenzione di portare la lotta fino al Consiglio di Stato.

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