Cane sordo: istruzioni per l’uso e senza pietismo

Provate a mettervi nei panni di un proprietario/genitore di un cane sordo o di un educatore cinofilo che lavora con questo tipo di cane, consapevoli che in realtà non ha niente che non funzioni, e sentirvi comunque rispondere: “ma a me dispiaacee!”.

Persona A: “Oh ma che bel cane! Vieni amore, vieniii!”
– chiama il cane facendo tanti versi, rimanendo ferma immobile –
Persona B: “è sordo”
Persona A, impallidita: “oh… Poverino… come mi dispiace!”

Diciamolo subito: il lato realmente difficile dell’avere un cane con disabilità, è l’incontro con il mondo esterno.

Un cane sordo, è davvero un “poverino”?

Non mi aspetto di sentire risposte affermative, sia chiaro che è una domanda retorica.

Vi sveliamo un segreto: se non vi venisse detto che il cane che avete davanti non sente, neanche ve ne accorgereste.
Altra cosa importante: “sordo” non è un insulto, è un dato di fatto, a meno che non ci mettiate voi la malizia.


Il nostro obiettivo, in questo articolo e come Progetto Felicetto in generale, è dare una pulita a tutto il malloppo di pesantezza (“poverino”), pregiudizi (“serve tanto amore per un povero angelo peloso con questo handicap”), falsi miti (“ha bisogno di un cane tutor”) ed errori commessi nei confronti dei cani con disabilità ed oggi parliamo di cani sordi e della stupenda esperienza che è vivere con loro!

Prendiamo in considerazione alcuni fra gli aspetti più importanti del vivere insieme ad un cane sordo.

Primo punto: “come gli dico le cose?”

Usa il corpo! Ebbene sì, hai scelto di avere un cane sordo quindi togli quelle mani dalle tasche e ricordati che non hai solo le corde vocali ma tutto un corpo, a disposizione.
Fai attenzione a come muovi le spalle, a quanto gli stai addosso, ai gesti (o segni, se magari hai la fortuna di conoscere una Lingua dei Segni!) che scegli per tradurre quello che gli diresti parlando e guarda bene come reagisce lui. Se lo osservi con gli altri cani, puoi anche trarre spunto proprio da lor sull’utilizzo degli spazi, delle direzioni e dei segnali calmanti (occhio, non farti fuorviare dal nome e se non sai di cosa stiamo parlando, vai a cercare!) in generale.
Ricordati, la nostra abitudine a parlare, parlare e parlare, non è sempre così gradita ai cani e a volte, anche per un udente, è un’epifania sentire silenzio e vedere invece movimenti coerenti!
 
Secondo punto: “come faccio a lasciarlo libero?”

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Bisogna essere ONESTI: il tuo cane vive una vita abbastanza soddisfacente per cui non troverà nella fuga la sua unica via di salvezza? Le sue motivazioni che potrebbero rivelarsi più complesse da gestire per te (ad esempio la predatoria o la cinestesica), sono soddisfatte?  Il TORNARE DA TE, vale più di tutto il resto?
Chiaro che con lui non servirà urlare (e disturbare tutta la fauna circostante), ma sii pronto a farti vedere appena guarderà nella tua direzione! Torniamo al punto uno: ricordati che hai un corpo a disposizione quindi alza un braccio, magari due, muovile se necessario, batti sul terreno (non hai idea di quanto un cane sordo avverta le vibrazioni, anche se distante) o attua qualsiasi altra strategia sia adatta al tuo cane.
Potresti anche provare a battere le mani, se ci sono abbastanza alberi attorno a voi, in modo da far rimbalzare il suono e far giungere a lui le vibrazioni 😉
In generale, tieni presente che un cane udente non torna da te perché sente, ma torna perché sceglie te. Allo stesso modo, non è che un cane non torni da te perché è sordo.

Terzo punto: “come faccio a richiamarlo se è libero o se è in un’altra stanza della casa?”

Come abbiamo detto nel punto 2, è molto importante che tu sia a portata di vista, quando vuoi richiamare il tuo cane (o se vuoi almeno fargli sapere dove ti trovi esattamente, come un “sono qui”).
Dunque ok, senza alcuna vergogna, dato che la priorità è richiamare il nostro cane, se è necessario ci sbracciamo, saltiamo sul posto, battiamo a terra.
Tutto questo vale se c’è il sole. E se è sera o sono magari in una zona con molti alberi e quindi mi può vedere con più difficoltà?
La luce ci è amica! Armati di una torcia/luce portatile (va bene anche il flash del cellulare) e accendila e spegnila ad intermittenza, su un albero o su una qualsiasi zona visibile al tuo cane. Quello che ti consigliamo, è di scegliere una luce ed usarla esclusivamente come richiamo, in modo che altri tipi di luce (differenti per intensità, colore o qualsiasi altra caratteristica) possano assumere altri significati (come il flicker, ad esempio, ma ne parleremo in un altro articolo).
Se siete in casa, ma in stanze diverse, dovrai arrivare nella stanza in cui si trova lui e accendere e spegnere la luce. Puoi provare anche dalla stanza di fianco, se la luce è molto forte, o anche ad aprire e chiudere la porta (se crea un cambio di luce, o un movimento d’aria… sì, anche se sta dormendo). 

Quarto punto: “con gli altri cani, come fa?”

Questa è una domanda trabocchetto che abbiamo inserito apposta alla fine. Dopo aver letto tutto quello che ti abbiamo detto finora, dovresti sapere che un cane sordo, di strategie per vivere benissimo, ne ha diverse, oltre al fatto che comunque, fra cani, la sordità non è vissuta come un problema.
L’unica cosa a cui devi prestare attenzione, se il tuo cane è al guinzaglio ed un altro cane si avvicina a lui, è che questo incontro avvenga faccia a faccia e che lui non si ritrovi improvvisamente qualcuno alle spalle.

Vi invitiamo davvero ad un cambio di prospettiva, a non pensare che chi ha cinque sensi viva una condizione più favorevole rispetto a chi ne ha quattro… dai cani sordi, c’è davvero da imparare! 

Elias Ghetti, educatore cinofilo specializzato in cani con disabilità e fondatore di Progetto Felicetto

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