La mia vita con un Husky: Vega

Di Elisa Bonetti

Qualche anno fa decidemmo finalmente di allargare la famiglia prendendo con noi un cane. 

Vista la nostra passione per la neve , decidemmo inequivocabilmente di optare per un Husky.

O meglio per una Husky. 

Non sapendo ancora quanto poi avremmo avuto modo di imparare, optammo per un allevamento (che col senno di poi fatico, ora, a definire tale) qui in Piemonte e tornammo a casa con Vega.

La prima vacanza con Vega

Con innocente sorpresa, trasferitici in villeggiatura in montagna per scappare dal caldo della città, passammo un’estate relativamente tranquilla, fatta eccezione per una evidente difficoltà nello stare in posti affollati e in presenza di spari e rumori molto forti.

I primi problemucci

Tornati alla vita “normale” si sommarono altri problemi, quali una difficile gestione al guinzaglio, paure di diverso genere, una quasi totale indifferenza al richiamo  e varie problematiche legate alla manipolazione.

Tutto abbastanza normale, pensammo. Fino a che la situazione diventò pressoché ingestibile. Fu così che decidemmo di intraprendere un percorso accompagnati da una educatrice specializzata in razze come quella con cui ci trovammo a che fare.

A un certo punto, consigliata da questa, pensai fosse stato bello far sì che quella che era una mia grande passione da sempre potesse diventare un possibile futuro lavoro.

Mi imbarcai in questa avventura piena di entusiasmo e belle speranze, che fin da subito si scontrarono con quella che era la cruda realtà.

Le difficoltà

Compresi che le varie difficoltà potevano essere frutto sia della genetica (peraltro piuttosto confusa vista l’assenza di un pedigree che potesse dare indicazioni più precise) sia del vissuto di Vega prima dell’arrivo con noi (visto che è stata presa a sei mesi, trascorsi quasi con assoluta certezza dentro a un box con la sorella, senza essere stata sottoposta a tutti quegli stimoli necessari alla buona crescita di un cucciolo).

Il corso da addestratore

Continuai a frequentare il centro presso il quale frequentai il corso per diventare addestratrice e naturalmente Vega ed io cominciammo a lavorare insieme per risolvere i nostri problemi.

Gioco e cibo? Scarso interesse

Le condizioni poste da Vega erano le seguenti: nessun interesse per il gioco, scarso interesse per il cibo, assoluta indipendenza, assenza di qualsivoglia animale nel raggio di qualche centinaio di metri e temperatura massima di 15 gradi, possibilmente all’ombra e con un piacevole fresco refolo di vento.

CORREVA IL MESE DI LUGLIO DEL 2015!!!!!! 

Potete immaginare la gioia! Soprattutto quella di Davide e di tutti coloro che ci aiutavano a superare questi ostacoli.

Piano piano, nel vero senso dell’espressione, procedevamo nel nostro intento di tappare le falle che erano state create e avevano rischiato di farci affondare.

Un lungo lavoro d’insieme

E’ difficile comprendere per chi non ha vissuto con noi tutto questo o comunque non si sia trovato a farlo sulla propria pelle. Avere un cane che fa praticamente tutto quello che NON vorremmo può essere, o meglio non può non essere, un problema.

Fortuna vuole che la mia testardaggine non mi abbia fatto desistere, anzi mi abbia fatto diventare sempre più determinata.

In tutto questo, siamo state aiutate da un’attività che tanto piaceva ad entrambe: correre. Da qui siamo partite per avere qualcosa che si potesse fare, finalmente INSIEME.

I cambiamenti

Ora tante cose sono cambiate: sono arrivati prima Pack (simil-Husky terribilmente testardo e indipendente in alcune situazioni ma estremamente espansivo, e Yago, meticcetto caparbio  e sempre nei guai) che hanno aiutato Vega ad aprirsi ancora di più e coi quali abbiamo condiviso diverse attività.

Un po’di sport e attività

Dapprima il mantrailing, che però è risultato essere fuori dalle sue corde.

Poi il grande amore: la Rally Obedience. Con questa abbiamo cominciato a comportarci veramente come un “binomio”. Rimangono alcune problematiche come quella del caldo, che ci vede tribolare ancora, ma il solo fatto di divertirci insieme fa sì che le difficoltà siano meno importanti.

Sorprende come un’attività iniziata quasi per scherzo abbia potuto cambiarci in questo modo.

Le sorprese

Abbiamo deciso di confrontarci anche con l’aspetto più agonistico della faccenda, iniziando a gareggiare nel circuito FISC.

Anche qui, i primi insuccessi in termini di classifica hanno portato con sé importanti indicazioni.

Come ad esempio riuscire ad essere “insieme” in presenza di un pollaio (UN POLLAIO, PIENO DI GALLINE! Il paradiso dell’ Husky!) adiacente il campo di gara o riprendere il percorso nonostante il passaggio di un corteo nuziale con annessi strombazzamenti festosi sulla strada accanto.

Gli eccellenti

Fino ad arrivare ai primi giudizi “eccellenti” (con la miglior gara questa primavera sul campo “di casa”) necessari per il passaggio di categoria agognato da molti, ma che un po’ ci spaventa perché vuol dire girare in un campo senza il guinzaglio.    

Dal lunedì al venerdì l’editoriale del mattino a cura del Gruppo Cinofilo Debù

Ma arrivati a questo punto, un po’ almeno ci fidiamo l’una dell’altra e chissà che, anche questa volta, non possiamo sorprenderci di quello che siamo capaci di fare. Insieme.

Dogsportal Redazione

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