Adottare un cane: non è tutto volontariato quello che luccica.

Di Laura Trompetto

ADOZIONI E VOLONTARIATO: COSì VICINO,COSì LONTANO

Adottare un cane?

Quando pensiamo di adottare un cane, quali sono le prime mosse che dobbiamo fare in pratica?

A chi ci rivolgiamo? Cosa dobbiamo sapere? Cosa dobbiamo evitare?

Con l’avvento di internet e dei social si sono aggiunti ai canili un corollario di volontari e associazioni che pubblicano appelli di adozioni a spron battuto, sono centinaia al giorno gli appelli che circolano su pagine e gruppi Facebook, senza contare siti di annunci e specializzati nelle adozioni.

Spesso i cani provengono dal Sud dove il randagismo è una vera piaga e interi branchi di cani ferali vivono nelle campagne e nelle periferie.

Tanta professionalità

Il mondo del volontariato è veramente vario; troviamo i rescue di razza, le associazioni, chi si occupa solo di cani disabili, vetusti e sfascioni (vedi i celeberrimi di Progetti Quasi) il singolo volontario attivo sul territorio, stallanti.

e tanto pressapochismo

Come in ogni settore c’è chi fa il proprio lavoro (perchè di lavoro spesso si tratta per quanto può essere impegnativo) con serietà e dedizione, e chi con superficialità e pressapochismo, fino ai malintenzionati che sfruttano a proprio vantaggio una piaga come quella del randagismo. 

Quando adottiamo pensiamo innanzitutto alla buona azione che facciamo, e presi dall’onda emotiva spesso trascuriamo quelle che sono le reali esigenze del cane e le nostre, o alcuni fattori importanti come la razza del cane: adotto un maremmano o adotto un cane da caccia?
NON è la stessa cosa! La provenienza o il trascorso del cane.

Adottare un cane?

Il consiglio che posso darvi è innanzitutto di andare nei canili di zona e valutare il cane di persona, fargli visita un po’ di volte per conoscerlo e verificare che il personale del canile sappia accompagnarvi durante tutto il percorso dell’adozione.

Che vi rivolgiate a un rifugio o ad un’associazione o singolo volontario, cercate un cane che sia già presente sul vostro territorio, perchè adottare significa già fare un atto di fede e prendere con sé un cane di cui spesso si sa poco o niente, figuriamoci se questo sta a centinaia di km da voi; tutto diventa più difficile, banalmente anche solo verificarne le effettive condizioni di salute.

Una situazione tipo è l’appello del cucciolino pucciosissimo raccolto dalle strade al Sud.

Il cucciolino viene immediatamente richiesto da orde di genti perchè appunto pucciosissimo

(o magari di simil razza! “E che, io il cane di razza me lo sono fatto aggratis, mica ho dato mille euro a quei ladri dell’allevamento!”, disse l’adottante di m***a)

se i volontari che seguono l’adozione sono persone serie e responsabili, faranno una selezione delle richieste, successivamente si avvieranno dei controlli preaffido alle famiglie dei richiedenti, e in base a questi colloqui si sceglierà a chi affidare il cane, le cui condizioni verranno nuovamente controllate in post affido.

Se i volontari che seguono l’adozione sono dei poveri ignoranti, che non sanno come adoperare il proprio tempo libero e che spostano cani come corrieri  all’urlo “TOGLIETELO DA LIIIIIII!!11!! POVERO ANGELOOOOO!!!!11!!!1!1” , affideranno il cane al primo che passa senza alcun controllo, tanto basta l’AMMORE.

E invece non basta.

Infatti succede spesso che il cucciolo tanto sospirato dopo una settimana o un mesetto diventi solo un problema, tanto che la famiglia se ne voglia disfare al più presto. E siamo da capo, intanto il cucciolo cresce e non è più così puccioso e l’adozione diventa più difficile.

Magari si trova uno stallo provvisorio per qualche tempo, ma se l’adozione non arriva, il pucciosissimo cucciolo che magari si è fatto 800 km per raggiungere una famiglia inadeguata, finisce in un canile al Nord/Centro Italia in cui passerà mesi, magari anni, e a volte ci invecchierà fino a tirarci le cuoia.

Si è così risolto il problema del randagismo?

No, lo abbiamo solo spostato. I canili al Nord sono meglio di quelli del Sud? No, i canili lager li abbiamo anche quì purtroppo, dipende molto da struttura struttura e dalla serietà di chi li gestisce, al Nord come al Sud.

In ogni caso sono canili a tutti gli effetti, con box e sbarre, e spesso un cane randagio se la vive molto meglio libero allo stato brado sul suo territorio pur essendo a rischio.

Tutte queste cose una persona che non abbia mai avuto a che fare con la realtà del volontariato non le può magari nemmeno immaginare, ma questo non ci esula dal doverci informare sempre e comunque prima di prendere un animale con noi.

Cosa dobbiamo valutare prima?

Dobbiamo innanzitutto tenere conto di quelli che sono i nostri ritmi di vita, com’è composta la nostra famiglia, se abbiamo altri animali in casa, della nostra esperienza e di conseguenza scegliere quello che sarà il nostro cane.

Chiederci cosa gli possiamo offrire per essere sicuri di una serena convivenza.

Se proprio vi siete innamorati di un cane distante centinaia di km, allora tenete presente che un’associazione o un volontario serio seguirà una prassi che può apparire rigida ma che viene applicata per il bene dell’animale e a tutela dell’adottante, perchè un’adozione problematica non è certamente un piacere per nessuno. Diffidate da chi questa prassi non la segue e nemmeno sa cosa sia.

Ci saranno controlli pre e post affido per verificare le effettive condizioni dell’adozione, la firma di moduli e tendenzialmente un periodo di preaffido di un mese circa, al termine del quale chi adotta dovrà intestarsi il cane registrandolo presso la propria Asl.

Un punto cruciale per i volontari è la sterilizzazione, e questo direi per ovvi motivi: i canili scoppiano di cani.

Un volontario serio si assicurerà che il cane in adozione non venga fatto riprodurre.

Se sono presenti altri animali in casa ci si dovrà assicurare della compatibilità col nuovo arrivato, nel caso di molossi vengono evitate le adozioni in cui sono presenti cani dello stesso sesso, questo perché in determinate razze vi è una maggiore predisposizione all’aggressività intraspecifica e verso soggetti dello stesso sesso, ed è un paletto messo per il bene del cane e la serenità dell’adottante.

In quali condizioni viaggerà il cane?

Un volontario serio non vi spedirà il cane a casa come se fosse un pacco. Assicuratevi sempre delle condizioni in cui viaggerà il vostro futuro cane se dovrà affrontare un viaggio di molti km, se avete possibilità andatelo a prendere voi stessi.

Sono assolutamente contraria agli spostamenti di massa con furgoni strapieni di cani stipati in ogni modo, staffette in cui purtroppo si verificano orrendi episodi di asfissia o di diffusione di malattie come la parvovirosi, estremamente contagiosa e spesso mortale. Dietro queste staffette non c’è volontariato ma gente senza scrupoli che lucra sul fenomeno del randagismo mettendo a repentaglio la vita dei cani (e questo è un altro motivo per cui vi invito a cercare il vostro cane in zona).

Il cane dovrà viaggiare con la relativa documentazione (libretto sanitario con le vaccinazioni e registrazione anagrafica) e in condizioni adeguate, con soste in cui sgambare, bere e sporcare ogni 2 – 3 h. Esiste anche la possibilità che il cane viaggi in aereo con madrina/padrino di volo, risparmiandogli magari 8 – 10 h di auto.

Adottare un cane?

Attenti alle truffe!

Se vi viene richiesto un contributo economico cercate di capire perché e a che condizioni. È lecito e normale che le associazioni chiedano donazioni e aiuti per sopperire a tutte le spese necessarie a mantenere e curare i cani di cui si occupano, ma informatevi sulle loro effettive attività, cercate trasparenza e un riscontro in foto, video, ricevute, referti.

Non fatevi truffare insomma, perchè purtroppo accade anche questo.

Ecco quali sono i dati da richiedere sempre!

In un appello per un’adozione cercate sempre i seguenti dati:

età, taglia, sesso e indicativamente la razza e tipologia di cane. Compatibilità con altri cani, animali e bambini. Raccogliete informazioni sul suo carattere e sulla razza di derivazione. Assicuratevi che sia chippato e vaccinato. Nel caso in cui provenga da zone fortemente a rischio leishmania cercate di avere almeno un test o fatelo a vostro carico non appena arriva a casa. Cercate un contatto telefonico diretto e fatevi inviare foto e video del cane.

La banalità del buonsenso, insomma, che spesso non è così scontato.

Dogsportal Redazione

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